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SERVIZIO ORESETTE SCADENTE

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Egregio Avvocato, sono un abbonato del servizio “Oresette” del Corriere della sera, il servizio che ti porta il corriere fino allo zerbino di casa. Ultimamente l’addetto alla consegna sta diventando pigro e, sempre più di frequente, lascia il giornale giù nella casella della posta; capisce che non è proprio la stessa cosa. E da ultimo, negli ultimi tre giorni il giornale non mi è proprio arrivato…che siano andati in vacanza loro senza avvertirmi? Posso non pagare la parte relativa a fine mese?

Edoardo da Milano

 

Caro Edoardo, tu hai stipulato con il servizio “oresette” un vero e proprio contratto e quindi si applica la disciplina prevista dal c.c. In prima battuta, ogniqualvolta noti un’inesatta modalità di adempimento (tipo che te lo lasciano in portineria e non sullo zerbino di casa) ti consiglio di segnalarlo immediatamente al numero di telefono dedicato. Lo stesso vale per i casi di mancata consegna. In quest’ultimo caso, e solo in quest’ultimo caso, puoi non pagare il costo relativo (controlla cosa dice il contratto stipulato, immagino ci sia un termine entro cui fare la segnalazione). Di solito, a seguito della tua lamentela, dovrebbero scalartelo direttamente loro dalla fattura; in caso contrario, se lo hai segnalato per tempo, puoi non pagare direttamente, essendo loro la parte inadempiente agli obblighi contrattuali.

L'avvocato Aldo De Bruni risponde ai quesiti dei lettori di Cronaca Vera

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SEPARAZIONE

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Avvocato mi aiuti. Mio figlio è separato con due figlie una di 11 anni e l’altra di 23 anni. Non lavora, ha 42 anni e pretende da me, che sono la mamma e percepisco 900 euro di pensione mensile, che versi alla figlia 500 euro per il mantenimento. Cosa devo fare grazie.

Anonima da Padova

 

Cara anonima, per poterti dare una risposta precisa ho bisogno di un quadro più completo della situazione (se me lo fai avere cercherò di risponderti adeguatamente). In particolare mi interessa sapere anzitutto come sono regolati i rapporti con l’ex moglie (presso chi stanno i figli, chi deve l’assegno di mantenimento a chi, a quanto ammonta tale assegno ecc.). In ogni caso cara anonima, tu sei la nonna, per cui non hai alcun dovere di versare tu direttamente l’assegno di mantenimento per i tuoi nipoti (a meno che sia così regolato nell’accordo di separazione ma è ipotesi alquanto improbabile). Se pertanto tuo figlio non è in grado di versare l’assegno di mantenimento dovrebbe chiedere al giudice una revisione di tale somma (così indirettamente sgravando anche te da questo ulteriore aiuto che gli stai fornendo).

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FAMIGLIA INGRATA

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Spettabile Avvocato, vi voglio fare presente una situazione sfortunata, nata in famiglia e che dopo tanti anni resta in famiglia e si ripercuote ingiustamente sulla mia pelle…scagionando l’imbroglione, impunito…a spese mie! Racconto i fatti: io nel 1975 ho iniziato a lavorare all’Anellini BASF, facevo i turni di lavoro e cercavo di risparmiare qualcosa ogni mese. Mio cognato mi teneva d’occhio e un giorno ha aspettato che vado al lavoro ed è venuto a casa mia con l’intera famiglia, moglie e due figli, per cercare i miei risparmi a mio padre e madre, persuadendoli e convincendoli che faceva questo per comprarsi il ristorante per portare avanti la famiglia e dopo si sistemano e mi ritornano questo prestito. Quando torno dal lavoro i miei mi convinsero a prestarglieli. Inutile dire che non mi tornarono mai, nonostante il ristorante. Nel 1982, morto mio padre, mia madre prende in eredità una casa che voleva vendere a me; mia sorella mi supplica di lasciarla comprare a lei, che non aveva dove stare in Italia; e che i miei soldi prestati me li ritornava in là. Passa il tempo ed i miei risparmi non me li ritorna. È un reato punibile a norma di legge, una rapina a mano armata. Nel 2000 anche mia sorella ci ha lasciati a 47 anni per malattia e ora adesso il cognato impostore si è lavato le mani a spese mie. Cosa posso fare?

Vincenzo da Ludwigshafen

 

Caro Vincenzo, mi dispiace molto ma…cosa dire? Dalla tua lettera (che ho dovuto un po’ sfoltire) tu sei un piccolo benefattore. Sia per quanto riguarda il prestito del 1975 sia per la vicenda del 1982 c’è poco da fare…a parte che non ravviso gli estremi di alcun reato (sei stato semplicemente troppo buono/ingenuo a fidarti dei tuoi genitori nel primo caso e di tua sorella nel secondo, facendoti convincere), ma in ogni caso entrambi i fatti sarebbero comunque prescritti (sono passati 40 anni dai fatti e quindi si è verificato il termine di prescrizione, sia che si tratti di reati, come da te scritto, sia che si tratti di illecito civile).

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IL DIVORZIO, L’AMANTE SACERDOTE E I TERRENI

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Egregio Avvocato, venendo, a sapere che tutti questi sacerdoti lasciano l’abito c.d. tonaca per mettersi con la loro amata, io non capivo il perché la moglie di un mio cugino di professione ragioniera sia diventata prof. di religione. Purtroppo, venni a sapere che lei lasciò marito e figli a F… per andarsene con il suo amante prete a C… in Piemonte, insegnando religione. Un giorno parlando con mio cugino mi disse che ella non voleva il divorzio perché la Curia l’avrebbe mandata via subito (tanto meglio pensai). Infatti non capisco perché abbia lasciato il marito buono e gran lavoratore per andarsene via lasciando i figli a quel tempo molto piccoli. Io mi chiedo: ma la Curia non provvede ad informarsi il perché siano andati via sia il prete che la donna la quale faceva parte del coro e ora vivono tutti e due nella stessa casa e città. Mio cugino possiede case e terreni. La ringrazio.

Bruno da Firenze

 

Caro Bruno, pubblico la tua lettera (ho solo cancellato i nomi delle cittadine da te citate) ma non capisco in cosa possa consistere il mio aiuto. La Curia avrà le sue gatte da pelare (chi non ne ha?) e di certo vigilerà sui preti che vengono meno ai loro obblighi vocazionali. La tua domanda, che non c’è ma che posso immaginare, riguarda cosa possa fare tuo cugino. Ebbene, se ha le prove del tradimento o se in ogni caso ritiene che sia questa la strada che vuole intraprendere, egli può ben avviare da solo le pratiche per il divorzio; se l’ex moglie non dovesse accettare una separazione consensuale, ben potrà iniziare una causa di separazione giudiziale.

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