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CRISI DELL’UNIONE CIVILE

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Buongiorno Avvocato, mi scusi una domanda “cautelativa”. Mi sono appena iscritto nel registro delle unioni civili con il mio compagno. Quello che volevo sapere è: posto che come diritti/obblighi nascenti dall’unione tutto mi è chiaro, non mi è altrettanto chiaro cosa accada in caso di nostra futura ed ipotetica “crisi”. C’è, nel nostro caso, un equivalente dell’assegno di mantenimento per la famiglia “tradizionale”? Grazie infinite.

Fabio – Lodi

Caro Fabio, non mi sembra di buon auspicio avere questi pensieri non appena iscritto nel registro delle unioni civili (che alla fine altro non sono che una matrimonializzazione delle stesse pur senza chiamarle mai matrimonio). In ogni caso la risposta alla tua domanda è positiva: la legge del 2016 che ha istituito le unioni civili fa, per la loro disciplina, un richiamo ad alcune disposizioni del c.c. e della legge sul divorzio in tema di famiglia “tradizionale” e tra queste c’è anche il richiamo all’assegno di mantenimento. Su quest’ultimo punto tieni però presente il recente cambio di giurisprudenza secondo cui tale assegno non sarà più legato al precedente tenore di vita (così finalmente respingendo l’idea che con il matrimonio una persona si sistemasse “per sempre”) ma legato alle condizioni economiche dei coniugi (nel tuo caso, dei componenti l’unione civile).

L'avvocato Aldo De Bruni risponde ai quesiti dei lettori di Cronaca Vera

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SERVIZIO ORESETTE SCADENTE

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Egregio Avvocato, sono un abbonato del servizio “Oresette” del Corriere della sera, il servizio che ti porta il corriere fino allo zerbino di casa. Ultimamente l’addetto alla consegna sta diventando pigro e, sempre più di frequente, lascia il giornale giù nella casella della posta; capisce che non è proprio la stessa cosa. E da ultimo, negli ultimi tre giorni il giornale non mi è proprio arrivato…che siano andati in vacanza loro senza avvertirmi? Posso non pagare la parte relativa a fine mese?

Edoardo da Milano

 

Caro Edoardo, tu hai stipulato con il servizio “oresette” un vero e proprio contratto e quindi si applica la disciplina prevista dal c.c. In prima battuta, ogniqualvolta noti un’inesatta modalità di adempimento (tipo che te lo lasciano in portineria e non sullo zerbino di casa) ti consiglio di segnalarlo immediatamente al numero di telefono dedicato. Lo stesso vale per i casi di mancata consegna. In quest’ultimo caso, e solo in quest’ultimo caso, puoi non pagare il costo relativo (controlla cosa dice il contratto stipulato, immagino ci sia un termine entro cui fare la segnalazione). Di solito, a seguito della tua lamentela, dovrebbero scalartelo direttamente loro dalla fattura; in caso contrario, se lo hai segnalato per tempo, puoi non pagare direttamente, essendo loro la parte inadempiente agli obblighi contrattuali.

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SEPARAZIONE

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Avvocato mi aiuti. Mio figlio è separato con due figlie una di 11 anni e l’altra di 23 anni. Non lavora, ha 42 anni e pretende da me, che sono la mamma e percepisco 900 euro di pensione mensile, che versi alla figlia 500 euro per il mantenimento. Cosa devo fare grazie.

Anonima da Padova

 

Cara anonima, per poterti dare una risposta precisa ho bisogno di un quadro più completo della situazione (se me lo fai avere cercherò di risponderti adeguatamente). In particolare mi interessa sapere anzitutto come sono regolati i rapporti con l’ex moglie (presso chi stanno i figli, chi deve l’assegno di mantenimento a chi, a quanto ammonta tale assegno ecc.). In ogni caso cara anonima, tu sei la nonna, per cui non hai alcun dovere di versare tu direttamente l’assegno di mantenimento per i tuoi nipoti (a meno che sia così regolato nell’accordo di separazione ma è ipotesi alquanto improbabile). Se pertanto tuo figlio non è in grado di versare l’assegno di mantenimento dovrebbe chiedere al giudice una revisione di tale somma (così indirettamente sgravando anche te da questo ulteriore aiuto che gli stai fornendo).

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FAMIGLIA INGRATA

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Spettabile Avvocato, vi voglio fare presente una situazione sfortunata, nata in famiglia e che dopo tanti anni resta in famiglia e si ripercuote ingiustamente sulla mia pelle…scagionando l’imbroglione, impunito…a spese mie! Racconto i fatti: io nel 1975 ho iniziato a lavorare all’Anellini BASF, facevo i turni di lavoro e cercavo di risparmiare qualcosa ogni mese. Mio cognato mi teneva d’occhio e un giorno ha aspettato che vado al lavoro ed è venuto a casa mia con l’intera famiglia, moglie e due figli, per cercare i miei risparmi a mio padre e madre, persuadendoli e convincendoli che faceva questo per comprarsi il ristorante per portare avanti la famiglia e dopo si sistemano e mi ritornano questo prestito. Quando torno dal lavoro i miei mi convinsero a prestarglieli. Inutile dire che non mi tornarono mai, nonostante il ristorante. Nel 1982, morto mio padre, mia madre prende in eredità una casa che voleva vendere a me; mia sorella mi supplica di lasciarla comprare a lei, che non aveva dove stare in Italia; e che i miei soldi prestati me li ritornava in là. Passa il tempo ed i miei risparmi non me li ritorna. È un reato punibile a norma di legge, una rapina a mano armata. Nel 2000 anche mia sorella ci ha lasciati a 47 anni per malattia e ora adesso il cognato impostore si è lavato le mani a spese mie. Cosa posso fare?

Vincenzo da Ludwigshafen

 

Caro Vincenzo, mi dispiace molto ma…cosa dire? Dalla tua lettera (che ho dovuto un po’ sfoltire) tu sei un piccolo benefattore. Sia per quanto riguarda il prestito del 1975 sia per la vicenda del 1982 c’è poco da fare…a parte che non ravviso gli estremi di alcun reato (sei stato semplicemente troppo buono/ingenuo a fidarti dei tuoi genitori nel primo caso e di tua sorella nel secondo, facendoti convincere), ma in ogni caso entrambi i fatti sarebbero comunque prescritti (sono passati 40 anni dai fatti e quindi si è verificato il termine di prescrizione, sia che si tratti di reati, come da te scritto, sia che si tratti di illecito civile).

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