UCCISA DAL FIGLIO AVEVA DISONORATO LA FAMIGLIA

Posted on by Cronaca Vera

INUTILMENTE HA CHIESTO PERDONO…

Il procuratore aggiunto Ottavio Sferlazza ha espresso compiacimento per la collaborazione data alle indagini da un testimone oculare.

Il procuratore aggiunto Ottavio Sferlazza ha espresso compiacimento per la collaborazione data alle indagini da un testimone oculare.

22enne arrestato l’accusa di avere ammazzato la madre, Francesca Bellocco. La 43enne sarebbe stata uccisa perché amava il boss sbagliato. Il delitto sarebbe avvenuto nell’agosto 2013 con la complicità di altre persone per punire la relazione extraconiugale della vittima – Da allora, anche il suo amante risulta scomparso nel nulla

Francesca Bellocco, 43 anni, avrebbe invano implorato il perdono del suo boia: per avere disonorato la famiglia e il clan non poteva che morire.

Francesca Bellocco, 43 anni, avrebbe invano implorato il perdono del suo boia: per avere disonorato la famiglia e il clan non poteva che morire.

La donna era sposata con sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno nel nord Italia – Alla soluzione del caso si è giunti anche grazie alla determinante testimonianza di un vicino di casa

 

Rosarno (Reggio Calabria)

Uccisa dal figlio e il suo corpo fatto sparire perché aveva disonorato la famiglia e la cosca di appartenenza, violando le ferree “regole” della ‘ndrangheta, con una relazione extraconiugale con un boss legato a un altro clan. Francesca Bellocco, 43 anni, Prima di essere uccisa dal figlio 23enne, Francesco Barone, con voce strozzata dal terrore e dal dolore, ha implorato il perdono, ma niente da fare, era stata già condannata a morte per aver violato l’onore del marito, Salvatore Barone, sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno a Padenghe sul Garda, alle porte di Brescia.

A portare alla luce, a distanza di circa un anno e mezzo dalla scomparsa della donne e del suo amante, il boss Domenico Cacciola, 51 anni, sono state le indagini di carabinieri e polizia coordinati dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria.

In manette, con le pesanti accuse di omicidio e occultamento di cadavere, è finito il figlio-boia, Francesco Barone, arrestato all’aeroporto di Lamezia Terme mentre stava per imbarcarsi su un volo diretto in Lombardia.

Il procuratore aggiunto Ottavio Sferlazza ha espresso compiacimento per la collaborazione data alle indagini da un testimone oculare.

Il procuratore aggiunto Ottavio Sferlazza ha espresso compiacimento per la collaborazione data alle indagini da un testimone oculare.

Testimonianza decisiva

«Ogni valore umano è stato capovolto. Un fatto di una gravità inaudita che dimostra realmente come il tessuto ‘ndranghetista sia di una tale spietatezza e al di fuori di qualsiasi sentimento umano da arrivare a un’eliminazione contro natura come questa».

A pronunciare queste forti e dure parole, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Reggio Calabria dopo l’arresto del giovane, è stato il procuratore della Dda reggina, Federico Cafiero de Raho.

Stando a quanto sarebbe stato accertato dagli investigatori dei carabinieri e della polizia, Barone avrebbe sorpreso la madre in compagnia del suo amante nella notte fra il 17 e il 18 agosto del 2013, e in quel momento avrebbe deciso la condanna a morte della donna che gli aveva dato la vita.

A nulla, infatti, sarebbero serviti i tentativi della madre di implorare pietà o di chiedere protezione al marito, bloccato al nord Italia dal provvedimento di sorveglianza speciale, ma contattato telefonicamente.

Ad agevolare di molto il lavoro investigativo dei carabinieri e degli agenti della polizia di stato, è stato un testimone, un uomo di Rosarno e vicino di casa della famiglia Barone, il quale dopo mesi di travaglio interiore ha deciso di raccontare ciò che aveva visto la mattina del 18 agosto del 2013 attraverso le tapparelle della sua abitazione, ovvero, tre uomini armati e incappucciati fare il loro ingresso nella casa di Francesca Bellocco e, poco dopo, l’utilitaria di suo figlio Francesco uscire dal garage.

Il peggiore dei delitti*** Il 23enne, Francesco Barone, è stato arrestato con l’accusa di avere ucciso la madre dopo avere scoperto la sua relazione con il boss di un clan rivale.

Il peggiore dei delitti***
Il 23enne, Francesco Barone, è stato arrestato con l’accusa di avere ucciso la madre dopo avere scoperto la sua relazione con il boss di un clan rivale.

Depistaggio improbabile

La denuncia della scomparsa della donna, nipote del boss ergastolano, Gregorio Bellocco, era stata presentata il 21 agosto 2013 proprio dal figlio Francesco, il quale, subito dopo l’asserito “allontanamento” della madre dall’abitazione di Rosarno, risalente al 18 agosto, anziché preoccuparsi di attivare immediatamente le ricerche in paese o di avvisare le forze dell’ordine, improvvisamente e senza alcuna plausibile spiegazione, si era recato a Padenghe sul Garda, dal padre 50enne.

La tesi dell’allontanamento volontario di Francesca Bellocco, sostenuta dai suoi congiunti, è stata contraddetta dalle indagini compiute dagli investigatori delle forze dell’ordine attraverso l’esame di una vasta mole di tabulati telefonici, intercettazioni, anche ambientali, e con l’acquisizione delle dichiarazioni fatte dal vicino di casa.

«Questa indagine è estremamente importante per due motivi. Il primo è che si è riusciti a spezzare quella coltre di omertà ispirata al familismo amorale che domina questa terra», ha dichiarato il procuratore aggiunto Ottavio Sferlazza, che poi ha continuato. «Il secondo è che per la prima volta ci troviamo di fronte a un testimone che ha sentito il dovere civico di denunciare quanto visto, perché non si sentiva in grado di tenere per sé questa cosa. Quest’uomo, ora in una località protetta, ha accettato di sconvolgere la propria vita, di abbandonare tutto, insieme alla sua famiglia pur di rispondere a una chiamata della giustizia, nel senso più alto del termine».

Il boss Domenico Cacciola, 51 anni, l’amante di Francesca Bellocco, risulta essere scomparso negli stessi giorni in cui la donna veniva uccisa.

Il boss Domenico Cacciola, 51 anni, l’amante di Francesca Bellocco, risulta essere scomparso negli stessi giorni in cui la donna veniva uccisa.

Antonello Lupis

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  1. billy 2016/02/02 at 12:14 - Reply

    Ottimo articolo, ben fatto, complimenti

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