NON SO ANCORA NULLA DI MIO MARITO

Posted on by Cronaca Vera

VENDEREBBE LA VITA PER RITROVARLO

Giusy è convinta che il marito sia ancora vivo, ma anche se non fosse così vorrebbe almeno ritrovarlo per poterlo piangere

Giusy è convinta che il marito sia ancora vivo, ma anche se non fosse così vorrebbe almeno ritrovarlo per poterlo piangere

La disperazione della moglie di un 24enne. L’uomo, Salvatore Tarantino, è scomparso nel nulla nel dicembre 2013. Il giorno della scomparsa, il giovane si era recato a ritirare l’affitto per la gestione di uno dei due bar di cui è proprietario – Una volta uscito dal locale è mistero fitto su che cosa gli sia accaduto

Salvatore e la moglie Giusy nel giorno delle loro nozze.

Salvatore e la moglie Giusy nel giorno delle loro nozze.

 

Il suo cellulare suonò fino al mattino seguente – L’auto fu trovata abbandonata con dentro il borsello, ma senza i documenti e il telefono – Teme che lei e suoi figli non sapranno mai la verità

 

Napoli

Dante ha oggi sei anni e tutti i giorni gli sembra di vedere il suo papà tra i tanti oggetti di casa rimasti regolarmente al loro posto. C’è poi una bambina di due anni che quel padre non l’ha mai conosciuto. Giusy, la loro mamma, chissà per quanto tempo ancora non potrà rispondere alla domanda delle domande: dov’è Salvatore? Il suo amatissimo marito è scomparso il 2 dicembre del 2013. Quel giorno, Salvatore Tarantino, si era recato a ritirare l’affitto per la gestione del Gran Caffè Azzurro, uno dei due bar di cui è proprietario nella zona Santa Lucia di Napoli. Una volta uscito dal locale è mistero fitto su che cosa sia accaduto a questo ragazzo di 24 anni. La moglie lo ha chiamato al telefono e Salvatore le avrebbe detto di trovarsi ancora a Santa Lucia, prima di chiederle che cosa stesse facendo il suo figlioletto.

In una seconda chiamata, Giusy sente in sottofondo molta confusione.

«Mi disse “aspetta, aspetta”, dandomi l’impressione che non potesse parlare», ricorda la donna. «Poi è caduta la linea. Non so se abbia riattaccato lui o se sia accaduto qualcosa. Il cellulare ha continuato a squillare fino alla mattina seguente. La sua auto l’abbiamo ritrovata a Santa Lucia, dentro c’era il borsello vuoto, il cappello, un pacchetto di sigarette e l’accendino. Mancavano i suoi documenti e il telefono. I Carabinieri ci dissero che il cellulare si trovava nella stessa zona, ma non è stato mai ritrovato».

Il giorno della sua scomparsa Salvatore Tarantino si era recato a ritirare l'affitto per la gestione di questo bar di cui è proprietario.

Il giorno della sua scomparsa Salvatore Tarantino si era recato a ritirare l’affitto per la gestione di questo bar di cui è proprietario.

Malavita senza scrupoli

Una vera e propria “task force” fu messa in campo alla ricerca di Salvatore, scandagliando anche un tratto di mare, ma senza alcun esito. L’unica segnalazione rimane quella di una ragazza che l’avrebbe incontrato nella notte tra il 2 e il 3 dicembre 2013 sulle rampe del Pallonetto di Santa Lucia. Gli inquirenti sembrano soprattutto battere la pista peggiore, quella di un possibile caso di lupara bianca. Qualche mese prima di sparire il giovane denunciò un inquietante episodio: due sconosciuti l’avrebbero avvicinato per un tentativo di estorsione.

Dopo quell’episodio, insieme alla moglie e al bambino, si era trasferito a casa della madre, per ragioni di sicurezza. A quanto pare Salvatore aveva accumulato alcuni debiti e chi doveva riscuoterli potrebbe essersi rivolto alla criminalità organizzata. Sono state fatte alcune perquisizioni nelle abitazioni di alcuni componenti del clan Elia, che si sospetta possa aver avuto un ruolo nella vicenda. Sempre che ci sia un nesso tra la denuncia di Salvatore e la sua scomparsa.

«Io non so se la gente del quartiere di Santa Lucia abbia visto qualcosa quel giorno. So che a me più di una persona ha detto che Salvatore non sarebbe morto. Non siamo mai stati minacciati, magari lo fossimo stati, mi viene da dire oggi: almeno avremmo una pista da seguire. È vero che veniva chiesto il pizzo, ma il padre di Salvatore, morto due anni fa, era un amico delle famiglie che fanno parte del clan e non credo possano aver fatto qualcosa a suo figlio. Non lo posso escludere, visto che la malavita ha dimostrato in passato di non guardare in faccia a nessuno».

Immediatamente dopo la scomparsa di Tarantino, anche “Cronaca Vera” (vedi n. 2155) si era fatta portavoce del disperato appello della moglie Giusy, purtroppo caduto nel vuoto.

Immediatamente dopo la scomparsa di Tarantino, anche “Cronaca Vera” (vedi n. 2155) si era fatta portavoce del disperato appello della moglie Giusy, purtroppo caduto nel vuoto.

Un posto dove piangerlo

«Mio marito è un tipo che si atteggiava un po’, era spesso euforico. Magari un suo gesto o qualche sua frase potrebbero essere state male interpretate, oppure è stato testimone di qualcosa di scomodo ed è stato aggredito. Il suicidio lo escludo nel modo più assoluto: amava troppo me ed il bambino, inoltre era felicissimo di diventare padre per la seconda volta».
Nell’estate scorsa si è verificato un altro episodio a prima vista anomalo: nel bar di Santa Lucia, oltre a circa 100 euro, sarebbero stati prelevati alcuni oggetti appartenenti al ragazzo scomparso. Secondo la moglie, però, si tratterebbe dell’opera di alcuni tossici, senza alcun legame con il mistero che avvolge il destino di Salvatore.

«L’avete ucciso? Fatemelo ritrovare. Non abbiamo un luogo in cui piangere o portare un fiore. Non abbiamo trovato neanche il laccio di una scarpa. Anche le ricerche in mare non hanno portato a niente. Venderei la mia vita per ritrovarlo, anche se per assurdo si fosse rifatto una vita con qualche altra donna. Sarei disposta a dare qualunque cosa in cambio di informazioni che mi permettano di sapere la verità. Purtroppo a Napoli la corruzione è dappertutto. Qualche mese fa ho portato il bambino di sei anni nel bar di Salvatore. Per un attimo ha pensato di vederlo nel bagno, esclamando: “Qui lavora papà”. Ho paura che tra vent’anni, quando i miei figli saranno grandi, non avranno ancora saputo che fine abbia fatto il loro padre».
Fabio Frabetti

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