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IN TANTI LI’ VEDONO LA MADONNA

Il fenomeno sta interessando un piccolo centro del sud Italia. Una roccia avrebbe preso le sembianze di una donna. Per chi ha fede si tratta della Vergine Maria, per tutti gli altri ha semplicemente i tratti di una figura femminile – Si può scorge da diversi punti del paese, ma fino a due mesi fa nessuno l’aveva notata

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LA VOCE ORMAI HA VARCATO I CONFINI COMUNALI

Se i fedeli non vanno alla montagna…*** Arnaldo Iudici, 34 anni, naturalista e guida volontaria spiega che una frana ha interrotto il sentiero delle Rocche, rendendo impossibile recarsi al Santuario di Maria Santissima dei Martiri e, secondo alcuni, forse è per questo che la Madonna è voluta “scendere” verso il paese.

Se i fedeli non vanno alla montagna…***
Arnaldo Iudici, 34 anni, naturalista e guida volontaria spiega che una frana ha interrotto il sentiero delle Rocche, rendendo impossibile recarsi al Santuario di Maria Santissima dei Martiri e, secondo alcuni, forse è per questo che la Madonna è voluta “scendere” verso il paese.

 

Il fenomeno sta interessando un piccolo centro del sud Italia. Una roccia avrebbe preso le sembianze di una donna. Per chi ha fede si tratta della Vergine Maria, per tutti gli altri ha semplicemente i tratti di una figura femminile – Si può scorge da diversi punti del paese, ma fino a due mesi fa nessuno l’aveva notata

Casaletto Spartano è ubicato nel cuore del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, ed è famoso, tra le altre cose, per la presenza di un'oasi naturalistica dove tra l'altro è possibile ammirare la cascata Capelli di Venere.

Casaletto Spartano è ubicato nel cuore del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, ed è famoso, tra le altre cose, per la presenza di un’oasi naturalistica dove tra l’altro è possibile ammirare la cascata Capelli di Venere.

È stato un incendio boschivo, stranamente sviluppatosi in pieno inverno, a catalizzare verso quel punto della montagna l’attenzione di  abitanti e forestieri che stanno giungendo numerosi

 

Se questo è un miracolo non spetta alla nostra parrocchia stabilirlo», afferma il parroco di origini siriane don Antonio Alaa Altarcha.

Se questo è un miracolo non spetta alla nostra parrocchia stabilirlo», afferma il parroco di origini siriane don Antonio Alaa Altarcha.

Casaletto Spartano (Salerno)
Per chi ha fede, la figura antropomorfa assunta da una roccia sul monte Valicorvo è quella della Madonna, anzi, come amano chiamarla i casalettesi, della Madonna delle Rocche. Chi invece non crede, ci vede semplicemente quella di una donna. Fatto sta che ormai da mesi a Casaletto Spartano e nelle zone limitrofe non si parla d’altro.

«Casaletto Spartano è un piccolo comune di origini medioevali abitato da poco meno di 1.500 persone», ci spiegano il sindaco Giacomo Scannelli e il vicesindaco Enrico Galatro. «È ubicato nel cuore del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, ed è famoso, tra le altre cose, per la presenza di un’oasi naturalistica dove tra l’altro è possibile ammirare lo spettacolo della cascata Capelli di Venere».

Da tempo, diverse persone avevano notato che una roccia, che si vede da diversi punti del paese, aveva le sembianze di una donna, ma nessuno aveva dato peso più di tanto alla cosa fino a quando circa due mesi fa, un incendio boschivo, stranamente sviluppatosi in pieno inverno, proprio nell’area in cui si trova la roccia, ha catalizzato l’attenzione delle persone verso quel punto della montagna. Se fino a quel momento ad aver notato quella figura erano state soltanto poche persone, “grazie” all’incendio, la voce si è sparsa e ha varcato i confini comunali.

Enrico Galatro e Giacomo Scannelli, rispettivamente vicesindaco e primo cittadino di questo piccolo comune di origini medioevali abitato da poco meno di 1.500 persone

Enrico Galatro e Giacomo Scannelli, rispettivamente vicesindaco e primo cittadino di questo piccolo comune di origini medioevali abitato da poco meno di 1.500 persone

Nessun giudizio

Prova ne è l’impennata del numero di visitatori dell’oasi che ha fatto registrare un numero di presenze che negli anni precedenti non c’era mai stato.

«La Madonna non avrebbe potuto scegliere un posto “paradisiaco” più bello per potersi manifestare», è il commento di una signora incontrata nella piazza principale del paese.

Trampolino di lancio
Da due mesi sono tantissime le persone che giornalmente si recano nell’oasi naturalistica e lasciano mazzi di fiori e bigliettini con richieste di grazie e preghiere di ringraziamento ai piedi del costone roccioso. In merito, il parroco, don Antonio Alaa Altarcha, di origine siriana, preferisce non esprimere giudizi.

«Non posso essere io a esprimere un’opinione», afferma il sacerdote su Internet. «Questo spetta al nostro vescovo. Se questo è un miracolo accrescerà ulteriormente la nostra fede, ma non è compito alla nostra parrocchia stabilirlo».

A farci da guida e a raccontarci come il paese sta vivendo questo fenomeno è Arnaldo Iudici, 34 anni, naturalista, guida volontaria e formatore delle guide dell’oasi. Arnaldo, due lauree, una in scienze naturali e la seconda in conservazione dei beni culturali, è uno dei pochi “cervelli” che, per amore delle sue radici, ha scelto di non “fuggire” via.

Circa due mesi fa, un incendio boschivo, stranamente sviluppatosi in pieno inverno, ha catalizzato l'attenzione delle persone verso questo punto della montagna e verso questa figura nella roccia che per molti rappresenta la Vergine Maria.

Circa due mesi fa, un incendio boschivo, stranamente sviluppatosi in pieno inverno, ha catalizzato l’attenzione delle persone verso questo punto della montagna e verso questa figura nella roccia che per molti rappresenta la Vergine Maria.

Sentiero ostruito

«Mi auguro che la figura antropomorfa che si vede nella roccia e che i credenti individuano nella Madonna possa diventare un trampolino di lancio per far conoscere ancora di più la nostra oasi naturalistica», commenta il 34enne.

I fedeli hanno trovato anche una spiegazione del motivo per il quale la Vergine Maria avrebbe scelto di manifestarsi in quella roccia.

«Quello che si vede sopra la roccia è il sentiero delle Rocche che dall’abitato di Casaletto porta in montagna, al Santuario di Maria Santissima dei Martiri», continua il giovane naturalista. «Sull’abitato di Casaletto tempo fa c’è stata una frana che ha chiuso questo sentiero che porta in montagna e, secondo molti miei compaesani, la Madonna si è presentata qui visto che non è al momento possibile andare a farle visita nel Santuario».

La Madonna dei Martiri si festeggia tre volte l’anno e dal paese viene porta in processione l’icona della Madonna del Buon Cammino fino al Santuario e si l’ rimane per tutta la giornata.

«Questo fenomeno sta facendo schizzare alle stelle la presenza di forestieri», conclude Arnaldo Iudici. «Stanno arrivando anche i turisti stranieri grazie al sito internet del prestigioso giornale “The Guardian” che un anno fa ha recensito un libro con i dieci siti tviitaliani dove poter fare il bagno; tra questi c’era proprio la cascata Capelli di Venere».
Erminio Cioffi

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Il fantasma della dama nera di Milano

Quando fu visto per l’ultima volta il fantasma della “dama nera” nel parco del Sempione di Milano?

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Quando fu visto per l’ultima volta il fantasma della “dama nera” nel parco del Sempione di Milano?

(D.F. di Pavia)

Sembra che l’ultima apparizione della “dama nera” risalga alla fine dell’Ottocento, e questo fantasma appariva nel cuore della notte e sempre in preda a smanie amorose incontenibili. Era sempre vestita di nero e anche il volto era coperto da un velo nero. Alcuni ritennero che si trattasse di una certa Angelina Costa, amante di uno Sforza, che finì per ucciderla ritenendo di essere stato tradito.

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Perché Dio creò Eva da una costola? Non poteva scegliere un piede?

Più volte mi sono chiesto perché il Padreterno abbia scelto la costola di Adamo per creare la donna, ma non poteva scegliere una mano o un piede?

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Più volte mi sono chiesto perché il Padreterno abbia scelto la costola di Adamo per creare la donna, ma non poteva scegliere una mano o un piede?

(Carmine di Benevento)

Le rispondo con le parole del Talmud: “Dio si chiese quale parte del corpo dell’uomo avrebbe dovuto formare la donna. Non è opportuno scegliere la testa, pensò, per non infondere nella donna il senso di superiorità, e non è giusto scegliere l’occhio affinché questa non sia troppo curiosa, come non va scelto l’orecchio per non invogliarla ad ascoltare dietro le porte, né la bocca affinché non sia troppo chiacchierona, né la mano affinché non si abbandoni alla prodigalità, né il piede affinché non esca continuamente da casa. Sceglierò una costola, concluse il Padreterno, perché questa rimane nascosta, affinché la donna sia modesta e umile.”

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La leggenda della donna che allattò il padre condannato a morire di fame

Ho sentito parlare della “colonna lattaria”, e mi piacerebbe sapere dove si trova e qual è la sua leggenda.

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Ho sentito parlare della “colonna lattaria”, e mi piacerebbe sapere dove si trova e qual è la sua leggenda.

(Danilo di Rieti)

La “colonna lattaria” si trova presso la chiesa di San Nicola in Carcere, al Foro Olitorio di Roma, e sembra che qui venissero deposti e abbandonati alla carità della gente i bambini lattanti. Una leggenda racconta però che da queste parti una donna romana, durante la prima guerra punica, avesse nutrito con il proprio latte il padre condannato a morire di fame. Questa leggenda ispirò tra il Seicento e l’Ottocento diversi poeti e pittori, tra i quali va ricordato anche Gioachino Belli.

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