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PER NOI E’ SEMPRE STATO IL NOSTRO GATTONE

Il problema è che non si tratterebbe di un gatto, ma di un incrocio tra un felino e un serval, una specie che non esiste in natura e vietata in Italia – Era stato acquistato 3 anni e mezzo fa, in Svizzera

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LA CONTESA SEMBRA DEFINITIVAMENTE RISOLTA…

Era fuggito dall’abitazione che l’ospitava. Ora è stato trasferito in una struttura per animali esotici.

«È addomesticato al 100%», dice Herbert Reich. «Ho un nipotino di 9 anni che piange ogni giorno perché gli manca il suo “amico”.

«È addomesticato al 100%», dice Herbert Reich. «Ho un nipotino di 9 anni che piange ogni giorno perché gli manca il suo “amico”.

 

Il problema è che non si tratterebbe di un gatto, ma di un incrocio tra un felino e un serval, una specie che non esiste in natura e vietata in Italia – Era stato acquistato 3 anni e mezzo fa, in Svizzera

Il tribunale che ha sequestrato l’animale non ha accolto l’istanza dei legali dei proprietari che chiedevano di accertare il suo Dna, ma continueranno a battersi per riportarlo a casa loro 

 

Bolzano

Per il suo padrone è un gatto innocuo portatogli via con la forza. Per le autorità italiane è una specie di ghepardo, potenzialmente pericoloso che non può essere tenuto in casa come animale domestico. Attorno alla fuga di Chiku, si è accesa una diatriba dove, al momento, sembrano perdere tutti: la sua ex famiglia di Bolzano che ne piange la mancanza e lo stesso esemplare, passato repentinamente dall’amore delle persone gli volevano bene a un centro dedicato agli animali esotici in provincia di Grosseto. Una questione che ha diviso anche gli animalisti: la Lav ha applaudito alla scelta di trasferimento, indicando anche il centro di destinazione, mentre i volontari di altre realtà si sono stretti attorno al proprietario di Chiku.

Herbert Reich aveva acquistato l’esemplare tre anni e mezzo fa, a Berna, pagandolo 2500 euro. Alto 55 centimetri, raggiungeva un peso di 14 chilogrammi, un po’ al di sotto dei felini della sua età. «Viveva con noi nel nostro appartamento e poteva entrare e uscire quando voleva dal momento che fuori lo attendeva un’area verde recintata di 50 metri quadrati», racconta Herbert. «Aveva tutto quello che gli serviva, anche dei giochi.  Purtroppo, per un piccolo difetto, la rete si è aperta e Chiku è fuggito. In quel momento io mi trovato fuori casa, pensavamo tornasse,  invece, non l’abbiamo rivisto».

Il suo proprietario racconta che il felino, battezzato Chiku, si comporta come un gatto normale, anche nel fare i propri bisogni o le fusa.

Il suo proprietario racconta che il felino, battezzato Chiku, si comporta come un gatto normale, anche nel fare i propri bisogni o le fusa.

Ritenuto pericoloso

Ritrovato dal Corpo Forestale dello Stato era stato inizialmente trasferito al canile di Bolzano. Poi, nei giorni scorsi, il suo trasferimento in un centro specializzato per animali esotici, a Semproniano, in Maremma in un clima che viene definito simile a quello della Savana.

Dopo un periodo in una spaziosa gabbia, Chiku dovrebbe essere liberato in un’area libera e nutrito con il cibo a lui più idoneo.

Il tribunale che ha sequestrato l’animale non ha accolto l’istanza dei legali di Reich che chiedevano di accertare se Chiku fosse un serval (piccolo felino selvatico del nord Africa ) o un incrocio tra questo e un gatto (ovvero, un savannah): una differenza non da poco conto legata alla possibilità di detenerlo in casa.

Secondo Marco Aloisi, presidente del centro dove si trova Chiku, l’esemplare è «morfologicamente un serval, sta benissimo e presto sarà liberato in un’area ancora più vasta».

Il giudice che ha disposto la custodia ha ritenuto l’animale pericoloso, ma questa decisione cozza con lo spaccato di vita raccontato dal suo padrone.

«Chiku si comporta come un gatto normale, anche nel fare i propri bisogni o le fusa», racconta Herbert Reich. «È addomesticato al 100%. Ho un nipotino di nove anni che piange ogni giorno perché gli manca il suo “amico”. Questo tipo di gatto ha la peculiarità che tende ad attaccarsi in particolare a una persona e quella ero io: ogni passo che facevo lui mi veniva dietro, anche se andavo in bagno o all’aperto».

Herbert Reich prima del sequestro da parte della Guadia Forestale, con in braccio l’esemplare di savannah acquistato tre anni e mezzo fa a Berna, pagandolo 2500 euro.

Herbert Reich prima del sequestro da parte della Guadia Forestale, con in braccio l’esemplare di savannah acquistato tre anni e mezzo fa a Berna, pagandolo 2500 euro.

 

Non è “esotico”

«Non è affatto pericoloso», insiste Reich. «Lo dimostra anche la dichiarazione del presidente dei veterinari che abbiamo presentato in Tribunale per chiedere il dissequestro, il quale ha certificato che non farebbe del male a nessuno. Nelle foto scattate al canile, in cui si vede che soffia si è voluto dare l’idea della sua pericolosità, ma in quel momento, e un video lo dimostra, alcune persone stavano battendo la gabbia con delle chiavi, perciò era impaurito. Inoltre, c’è da dire che il suo soffio ha un significato particolare: lui non fa il tradizionale miao, ma utilizza proprio una specie di soffio per rispondere, per esempio, a un richiamo. È anche sbagliato considerarlo un animale esotico, visto che proviene da un allevamento europeo dove la riproduzione di gatti di quel tipo va avanti da decenni».

Herbert teme per le sorti del suo Chiku e promette battaglia per riportarlo a casa.

«Finché riesco vado avanti, non posso accettare questa ingiustizia, nonostante stia spendendo un sacco di soldi per i nostri avvocati, ma Chiku è un pezzo della nostra famiglia. Oltretutto, essendo un savannah e quindi dovrebbe essere permesso poterlo tenere in casa. Temo che dietro tutta questa storia ci possa essere qualche interesse economico».

Fabio Frabetti

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Fauna

Ecco i cani più grandi del mondo. Non sono incredibili?

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Pixabay

Sono giganti per la loro razza. Ma a volte sembrano grandi come cavalli. E pensare che quando li avevano comprati avevano ricevuto l’assicurazione di sempre: “Tranquillo, è un cucciolo. E resterà più o meno un cucciolo…” Come no. Un video spassosissimo sui più grossi esemplari di cani del mondo: tre minuti di divertimento assicurato!

Da Fronte del Blog

 

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Fauna

VOGLIAMO PIU’ RIGUARDI PER I NOSTRI CANI

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Hanno poi fatto notare che manca ancora l’area cani promessa in campagna elettorale – Il sindaco ha risposto che «è già stato identificato il luogo in cui sorgerà e in autunno inizieranno i lavori».

 

Gambolò (Pavia)

Hanno deciso di scendere in strada e protestare in modo pacifico per chiedere una città che sia a misura di cagnolino. Un gruppo di animalisti di Gambolò nel giorno di mercato settimanale ha deciso di sfruttare l’occasione per chiedere al sindaco Antonio Costantino, insediato da tre mesi, di dare più spazi agli amici a quattro zampe e di tenere conto dei diritti degli animali, a loro dire ancora troppo trascurati. L’occasione è stata la scoperta di una norma nel regolamento comunale, che risale al 2015, quando il Comune era gestito da un commissario prefettizio, che vieta l’ingresso dei cagnolini al mercato comunale, che si svolge ogni giovedì all’aperto. Al momento, multe ai trasgressori non sono mai state fatte, ma gli animalisti, cartelli alla mano, hanno chiesto che questa regola venga modificata nelle prossime normative riguardanti gli animali che saranno redatti entro fine anno.

Le giuste rivendicazioni di un gruppo di animalisti

«Non ci sembra giusto che gli animali non possano entrare al mercato, dal momento che comunque si tratta di uno spazio aperto, dove magari si recano persone sole, che non possono lasciare a casa la loro unica compagnia», commenta Mara Fabrini, che da anni a Gambolò si occupa dei diritti degli animali con la sua associazione “Una zampa nel cuore onlus”.

Insieme per esprimere la loro contrarietà

Diversi problemi

Padroni e cagnolini, dopo aver attraversato la città con un festoso corteo (da loro ribattezzato “passeggiata”), si sono fermati all’ingresso del mercato e schierati con gli animali al guinzaglio hanno dimostrato pacificamente. La piccola e improvvisata manifestazione, organizzata nel giro di pochi giorni grazie al passaparola e ai social network, è stata anche l’occasione per molti cittadini di portare le proprie richieste all’amministrazione comunale. In primis quella di realizzare un’area cani, come promesso in campagna elettorale.

«Una promessa non ancora mantenuta», spiega Fabrini «E negli ultimi tempi hanno anche gettato il diserbante in tutti quei luoghi dove andavano i nostri cani a correre, impedendoci di continuare a portarli lì. È vero che siamo un piccolo centro agricolo e che, come dicono molti, i cani si possono portare in campagna, ma non dobbiamo dimenticarci che comunque nei mesi invernali per le persone più anziane andare in campagna può essere faticoso».

Hanno protestato contro la norma che vieta l’ingresso dei cagnolini al mercato comunale, dove si recano anche persone sole che non possono lasciare a casa la loro unica compagnia

L’altro problema che gli animalisti gambolesi si sono trovati ad affrontare è quello delle deiezioni dei loro amici quattro zampe.

«Mancano in tutto il paese i cestini dove buttare i sacchetti dopo aver raccolto le deiezioni dei nostri amici pelosi».

L’occasione per dare una svolta alla vita dei cani gambolesi potrebbe essere la redazione del regolamento di polizia veterinaria, che l’amministrazione comunale ha deciso di stilare nei prossimi mesi.

Novità in arrivo

Proprio a questo proposito gli animalisti hanno espresso il desiderio di essere consultati. Sulla questione del mercato e dell’accesso ai cani però sembra non esserci nessun dietro front.

«In tutti i regolamenti ci sono delle norme che vietano ai quattro zampe di introdursi dove le persone cucinano e in questi luoghi sono compresi anche i mercati», spiega il vice sindaco Antonello Galiani. «Noi non faremo altrimenti e non intendiamo derogare in nessun modo».

Per il resto, l’amministrazione vuole essere aperta nei confronti dei cani e dei loro proprietari.

«Il regolamento veterinario del Comune ha lo scopo di proteggere gli animali e siamo disposti a confrontarci sia con i padroni dei cani, sia con i veterinari, ma sempre nel rispetto delle leggi nazionali, che dicono che dove si cucina per il pubblico non ci possono essere animali, anche se si tratta di luoghi aperti», precisa il sindaco Antonio Costantino. «Riguardo all’area cani abbiamo già identificato il luogo in cui dovrà sorgere e in autunno inizieranno i lavori. Dobbiamo solo sbrigare le normali pratiche burocratiche e, una volta terminati i lavori, sarà già disponibile per i cittadini e per i loro fidi animali».

Andrea Ballone

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E’ LA MIA BIMBA NON UN BAGAGLIO SMARRITO

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Durante uno scalo intermedio, la gattina Sole, di tre anni, è fuggita dalla gabbia mal chiusa e non c’è stato verso di ritrovarla – La donna ha anche lanciato un appello online per rintracciarla

 

Torino

Dalla tranquilla vita in un appartamento torinese al ritrovarsi da sola e smarrita nello scalo di un grande aeroporto internazionale. Questo è accaduto a Sole, una gattina di tre anni, partita lo scorso luglio con destinazione Marrakech, insieme con la sua padrona Silvia, alla sorellina e all’inseparabile cagnolino. Silvia Pitarresi insegna danza e voleva fare ricerca musicale sul campo, in Marocco, e aveva organizzato da mesi questo lungo viaggio di lavoro. I suoi animali rappresentano la sua famiglia e così ha deciso di portarli con sé, cercando di preparare nel migliore dei modi tutte le fasi di questo lungo tragitto.

Lo sventurato viaggio di un’insegnante di danza

«Il cane è stato stimato direttamente nella stiva, mentre le due gattine erano in una gabbia che superava il peso per i bagagli a mano e così anche loro sono state sistemate nella parte inferiore dell’aereo», racconta Silvia. «Era il loro primo viaggio in aereo e si trovavano nella stessa gabbia, con una chiusura particolarmente rinforzata. Quando sono arrivata a Madrid per lo scalo con un volo Iberia ho notato dalla scaletta che stavano facendo scendere i bagagli a mano. Grazie a una ragazza che mi ha aiutato nella traduzione ho fatto chiedere all’addetto dei bagagli di usare cautela per la presenza delle due gatte. «Nessun problema, tanto hanno sette vite», ha risposto lui sarcastico. Quando arrivo al “gate” della coincidenza per il Marocco sento chiamare il mio nome dagli altoparlanti. Vengo così a sapere che entrambe le mie gattine erano fuggite. Mi è venuto un collasso».

Luogo pericoloso

Silvia vorrebbe subito andare nell’area dove Sole si era smarrita, ma le è viene inizialmente detto che non è possibile, che soltanto il personale autorizzato poteva accedervi. Nel frattempo, Silvia tira un sospiro di sollievo, perché una delle due gattine era già stata ritrovata. Di Sole, invece, nessuna traccia.

Con lei c’era tutta la sua famiglia composta da un cane e due gatti

«Non mi hanno dato alcuna indicazione sull’accaduto; dicono che la gabbia si sarebbe aperta nel tunnel di passaggio e non sono riuscita più a prenderla. Una ricostruzione che non mi ha molto convinto. La compagnia dovrebbe mettere delle fascette di sicurezza alla gabbia quando gli animali vanno in stiva, ma nel mio caso non sono state messe. Grazie all’intervento della Guardia Civil la compagnia mi ha assistito fornendomi vitto e alloggio. Il giorno seguente, di fronte alle mie rimostranze, sono finalmente riuscita ad accedere all’area in cui si erano perse le tracce di Sole.  Si tratta di una zona immensa per una gattina cresciuta in un appartamento, un inferno di frastuono e caldo per noi umani, figuriamoci per un gatto. Ci sono tanti corridoi che si aprono, tunnel, rampe di accesso, che rendevano quasi impossibile ritrovare una micetta di quattro chili che poteva essersi rintanata impaurita in chissà qualche buco. L’ho chiamata per tutto il tempo avuto a disposizione, ma inutilmente. Ho lasciato lì il suo trasportino, in modo che potesse sentire l’odore di casa, ma per motivi di sicurezza non me l’hanno fatto lasciare. Sarebbe servito qualcuno che la cercasse continuamente, magari nei momenti di maggiore silenzio, quando poteva essere più probabile che uscisse fuori».

Erano diretti in Marocco, per una ricerca musicale utile per il suo lavoro – I tre animali viaggiavano nella stiva dell’aereo, in due gabbie distinte

È disperata

A malincuore, Silvia è dovuta partire per il Marocco. Ora vorrebbe mettere una taglia destinata soprattutto al personale di Iberia o dell’aeroporto di Madrid che accede quotidianamente all’area in cui Sole si è smarrita. Magari con l’incentivo economico qualcuno potrebbe impegnarsi davvero a ritrovarla.

«Per me è come una bambina, l’ho presa quand’era piccola piccola. L’ho cresciuta a casa, è un gatto che ha preso molto caratteristiche del cane con cui vivo. Ha un carattere molto dolce, s’avvicina all’uomo, non è il classico gatto indipendente. Ho mobilitato mezzo mondo, ho fatto una petizione per far mettere una gabbia trappola, ma ci sono troppe difficoltà per ottenere i permessi. Lasciarsi scappare un gatto in quella zona è pericoloso anche per la stessa sicurezza aerea. Spero che qualcuno possa davvero aiutarmi e di poterla presto riabbracciare».

Fabio Frabetti

 

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