CONFESSIONI VERE/ LA MIA VITA SCELLERATA MI HA PORTATO SULL’ORLO DELLA PERDIZIONE

Posted on by Cronaca Vera

 

 

Sesso, droga e rock duro: questi i valori che mi legavano a Laura, e il pozzo della perdizione in cui sguazzavamo, diventò ancora più profondo quando suo fratello, dopo il divorzio, tornò dalla Finlandia. Il rapporto tra loro mi era sembrato da subito troppo intimo, e una sera ne ebbi la conferma…

MEM Confessione 2222

Fin dall’infanzia ho avuto la passione per la musica. Giocavo con qualunque cosa potesse produrre un suono, e quando mio padre mi regalò un piccolo pianoforte giocattolo fu il giorno più bello della mia vita.

I miei erano di umili origini, gente semplice ma con un forte senso morale ispirato a solidi valori cristiani. Come accade spesso, nell’età dell’adolescenza entrai in conflitto con loro, e il mio istinto di ribellione mi portò da un lato a respingere quelle regole e quei valori sui quali mi avevano educato, dall’altro a tuffarmi nella mia amata musica. Avevo scoperto il rock e me ne ero innamorato pazzamente: il rock più duro, quello metallico, con atteggiamenti e testi prossimi alla blasfemia se non addirittura al satanismo.

In quegli anni conobbi Laura, e anche di lei mi innamorai pazzamente. Bellissima, vitale e trasgressiva, era l’opposto delle altre ragazze di paese che avevo conosciuto. Cantava nel nostro gruppo. Ci sentivamo uniti dalla nostra passione per l’hard rock e dal sentirci estranei al mondo che ci circondava. Con lei feci tutti le mie prime esperienze: i baci, le sbronze, gli spinelli, il sesso.

Due anni dopo l’inizio della nostra relazione, quando ne avevamo 18, uno dei fratelli di Laura, Federico, tornò dalla Finlandia dove era stato a lungo. Divorziato dalla moglie finlandese, era tornato a vivere provvisoriamente nella casa di famiglia.

Aveva 12 anni più di noi, ma era giovane nello spirito ancor più nell’aspetto. Come noi era appassionato di rock, e in Finlandia aveva fatto molte conoscenze importanti nell’ambiente musicale. Questo lo rese subito affascinante ai miei occhi.

Quando a Laura, gli era legatissima e dedicava a lui molto del suo tempo, anche troppo. La cosa cominciò a indispettirmi: ne parlai con lei che mi spiegò quanto fosse naturale stare vicino al fratello che non vedeva da tempo e che stava attraversando un periodo difficile.

Però col passare dei giorni mi accorgevo che l’intesa tra i due, sempre più profonda,  escludeva me dal rapporto tanto intenso che avevo sempre avuto con Laura. Ma c’era dell’altro: provavo gelosia, e cominciavo a rendermi conto che quella gelosia non era soltanto nei confronti di Laura, ma anche di Federico. Sì, lui esercitava su di me un fascino speciale: lo vedevo come un esempio, un mito, e avvertivo per lui anche una indefinibile forma di attrazione fisica.

Questi miei sentimenti nei confronti di Federico diventarono addirittura esplosivi quando, su mia insistenza, Laura accettò di farlo entrare nel nostro gruppo come uomo d’esperienza, osservatore e consigliere musicale. Ai miei occhi era un ormai un dio, ma vedevo chiaramente che lo era anche per Laura, e mi domandavo cosa potesse esserci sotto quell’amore fraterno così intenso.

Lo scoprii, e scoprii mille altre cose, la sera in cui ci ritrovammo a casa di Laura dopo le solite prove in uno scantinato. I genitori e i fratelli minori di lei erano via per due giorni, da parenti.

Tra alcol e “canne” eravamo tutti e tre strafatti, senza freni inibitori né imposizioni  morali da osservare. Vidi Laura baciare sulla bocca suo fratello, poi venne da me e fece altrettanto, sussurrandomi: «Dai, facciamolo in tre».

In quella situazione mi sembrò la più allettante ed eccitante delle proposte: unirmi in un corpo solo con Laura, la mia donna, e con Federico, l’uomo dei miei sogni.

Ma alla fine di una scatenata notte di sesso a tre, l’avventura non mi apparve più così bella come l’avevo vissuta. La perversione, l’incesto, l’omosessualità: tutto questo generò in me un improvviso ribrezzo e un insostenibile senso di colpa.

Fuggii via da tutto: da Laura e da Federico, dagli amici rock e dal contorno di alcol e fumo. Mi resi conto di quanto avessi sbagliato a vivere in quell’ambiente beffandomi di Dio e della moralità.

In breve tempo avvenne in me una vera e propria conversione. La svolta nella mia vita mi portò a frequentare la chiesa, a fare opera di volontariato. E infine, a conoscere Adele, colei che è diventata mia moglie e che mi ha riavvicinato alla musica: la musica che suoniamo in chiesa e a tutte le iniziative parrocchiali.

 

Marco

Share
About the Author
Cronaca Vera

Il settimanale che dice la verità. Dal 1969 in edicola.

1 Comment so far. Feel free to join this conversation.

  1. Charlotte 2015/04/22 at 22:06 - Reply

    Ma per favore! Chi ci crede a questa roba?! Scrivete qualcosa di meglio! Volete fare passare come cosa sbagliata la musica rock, il sesso, l’omosessualità ed invece cercare di convincere la gente con delle idee religiose malsane è cosa buona e giusta?!

Leave A Response