Scrivici

X-Files

VEDO IL DEMONIO MA NON SONO PAZZO!

Uno psicologo “vittima” dei suoi colleghi. È sottoposto 9 volte al trattamento sanitario obbligatorio. A volte avverte la presenza del diavolo attorno a sé e, colto dalla paura, reagisce con comportamenti bizzarri che inducono i suoi familiari e i medici e credere che soffra di un disturbo psicologico

Pubblicato

su

CONTESTA CHI LO CREDE MALATO DI MENTE…

Uno psicologo “vittima” dei suoi colleghi. È sottoposto 9 volte al trattamento sanitario obbligatorio. A volte avverte la presenza del diavolo attorno a sé e, colto dalla paura, reagisce con comportamenti bizzarri che inducono i suoi familiari e i medici e credere che soffra di un disturbo psicologico 

Natale Adornetto, psicologo, riconosce lucidamente il suo malessere che non considera una malattia, in quanto dopo pochi giorno questi disagio svaniscono da sé.

Natale Adornetto, psicologo, riconosce lucidamente il suo malessere che non considera una malattia, in quanto dopo pochi giorno questi disagio svaniscono da sé.

È convinto che queste cure peggiorino la sua situazione –  Vuole intraprendere un’azione civile e penale affinché i responsabili di quanto accaduto giustifichino il loro operato davanti a un giudice

Lo psicologo contesta che questi ricoveri forzati e i trattamenti con psicofarmaci peggiorano le sue condizioni.

Lo psicologo contesta che questi ricoveri forzati e i trattamenti con psicofarmaci peggiorano le sue condizioni.

Catania
Nove trattamenti sanitari obbligatori in meno di vent’anni perché, in alcuni periodi, un disagio esistenziale ancora non risolto lo induce a pensare di essere minacciato da presenze diaboliche. È quel che succede a Natale Adornetto, uno psicologo che conduce un’esistenza apparentemente normale in cui cerca con tutta la volontà di sciogliere quel nodo interiore che lo fa sprofondare nella paura. Nonostante sia totalmente inoffensivo e riconosca lucidamente questo suo malessere, i suoi familiari, molto preoccupati, credendolo in preda a un vero e proprio disturbo mentale, hanno interessano della questione gli psichiatri del servizio sanitario, i quali lo ricoverano con la forza. La prima volta che questo è successo era il 1996, ma è un copione andato a ripetersi con il passare degli anni, insieme con le massicce dosi di psicofarmaci somministrate all’uomo.

«Ogni tanto è come se vedessi la presenza del diavolo attorno a me, forse perché ho scoperto qualcosa in grado di metterlo fuori gioco. In quello stato sono colto dalla paura e posso reagire con piccole stranezze che all’esterno possono farmi definire un malato mentale. In realtà, dopo qualche giorno questo disagio svanisce come è arrivato. La prima volta che sono stato ricoverato con la forza nel reparto di psichiatria sono stato malissimo: ero distrutto fisicamente, pieno di dolori, non riuscivo ad alzarmi dal letto. Negli anni, i trattamenti sanitari obbligatori di questo tipo si sono ripetuti varie volte. Senza psicofarmaci i pensieri che mi tormentano durano solo pochi giorni, con l’intervento degli psichiatri invece possono durare anche dei mesi».

Non vuole che questo si ripeta*** Teme di fare la fine di Francesco Mastrogiovanni (vedi “Cronaca Vera” n. 2207), deceduto tra atroci sofferenze durante un trattamento sanitario obbligatorio

Non vuole che questo si ripeta***
Teme di fare la fine di Francesco Mastrogiovanni (vedi “Cronaca Vera” n. 2207), deceduto tra atroci sofferenze durante un trattamento sanitario obbligatorio

Sequestro di persona
In teoria dovrebbero esserci dei requisiti di legge affinché un cittadino possa essere portato in ospedale con la forza. Altrimenti chiunque soffra di attacchi di panico, ansie incontrollate, potrebbe correre il rischio di subire lo stesso trattamento. La procedura prevede l’intervento e la diagnosi di almeno due medici che dovrebbero valutare con un colloquio le condizioni della persona sulla quale si sta svolgendo l’accertamento sanitario. Solo con il suo rifiuto a curarsi e con l’ordinanza del sindaco è possibile portare via un soggetto con la forza. Tutte condizioni che secondo Natale non sarebbero state rispettate poche settimane fa quando ha subito il nono TSO della sua vita.

«Ho subito l’ennesimo sequestro di persona. Stavo curando la mia pianta di limone e, per purificarmi, avevo immerso piedi e mani nel fango: già per gli antichi il contatto con la natura era un modo per scaricare il proprio malessere. È bastato questo a indurre i miei familiari a chiedere l’intervento degli psichiatri. Sono arrivate dieci persone e mi hanno subito intimato di seguirle. Nessuno dei medici presenti ha parlato con me: mi hanno prelevato in cinque minuti senza neanche la convalida del sindaco. Ho accettato di farmi fare due punture di psicofarmaci, ma nonostante questo mi hanno portato in ospedale. Mia madre li supplicava di non portarmi via, ma non è stata ascoltata. Sono rimasto in psichiatria per una settimana. Un giorno, nonostante fossi lucido e tranquillo, mi hanno anche legato al letto per farmi delle punture. Perché tutto questo accanimento nei miei confronti? Il farmaco iniettato, l’aripiprazolo, mi provoca tremori, spasmi, rigidità muscolare, come se prendessi la scossa. Per vedere i danni che produce sulla mia persona basta confrontare le foto scattate prima e dopo il mio ultimo ricovero. Parlano da sole».

Teme una brutta fine
Adornetto è iscritto all’ordine degli psicologi, appagato sentimentalmente e con una vita sociale in cui non disdegna anche di partecipare a manifestazioni teatrali o concorsi letterari: il suo romanzo autobiografico “Vengo dalla piccola Valle”, nel 2007 è arrivato al secondo posto del Premio Histonium. La sua paura è di fare la fine di Francesco Mastrogiovanni (vedi “Cronaca Vera” n. 2207), un maestro elementare prelevato con la forza mentre si trovava in campeggio e deceduto tra atroci sofferenze durante il ricovero.

«Ho il terrore che mi accada la stessa cosa», conclude. «Perché continuano a tormentarmi? Invece di capire dove nasce il mio disagio, alimentano la paura e il malessere. Durante l’ultimo ricovero è intervenuto anche il Telefono Viola, un’associazione che si sta battendo molto su questo fronte. Stiamo intraprendendo un’azione civile e penale: i responsabili di quanto mi è accaduto dovranno giustificare il loro operato davanti a un giudice».

Fabio Frabetti

Continua a leggere
Pubblicità
2 Commenti

2 Comments

  1. Agnesina Pozzi

    2015/04/12 a 7:59

    Carissimo Dottor Adornetto,ho avuto l’onore ed il piacere di averti come gradito ospite a casa mia, ho letto anche con attenzione e commozione quello che ho definito un CAPOLAVORO (Vengo dalla piccola valle), conosco il tuo percorso, la tua sofferenza, il tuo impegno e in questa tua battaglia ti sono accanto non solo come amica, ma anche come medico. Se tu fossi in America, potresti trovare sostegno e difesa dei tuoi diritti in questa associazione, che è meravigliosa. Non so se parli inglese ma ti consiglio vivamente di andare sul loro sito; le loro battaglie sono alla “grande”, hanno valenza governativa. Qui in Italia, culla della contemporanea inciviltà, siamo all’età della pietra e invece di andare avanti, regrediamo. Coraggio e a tutta forza avanti! io ci sono! https://www.facebook.com/CCHRInternational?fref=pb&hc_location=profile_browser

  2. Pingback: La Sacra Sindone: Cronaca Vera | Asia blog

Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

X-Files

Come nacquero Frankenstein e il nobile vampiro

Tutto successe in un incredibile weekend di paura. Una storia vera

Pubblicato

su

Il 15 e 16 giugno del 1816, l'”anno senza estate”, nacquero insieme, in un insolito gioco di società, due tra i più celebri miti della narrativa horror: il Vampiro e Frankenstein

 

Il 1816 fu un anno infelice dal punto di vista climatico.

Oggi siamo abituati a lamentarci delle variazioni metereologiche, che tendiamo ad attribuire all’inquinamento industriale, ma quell’anno si verificò un vero e proprio sconvolgimento, con temperature che rimasero molto al di sotto delle medie  e impedirono alla bella stagione di sbocciare, con immensi danni all’agricoltura, in particolare quella nordamericana, trainante a livello mondiale.

Non è un caso che il 1816 viene ricordato anche col nome, ancora più infausto, di “anno della poverta’.

Secondo le interpretazioni attuali, causa dell’ ondata di gelo fu la violenta eruzione del vulcano Tambora in Indonesia che saturò di cenere gli strati superiori dell’atmosfera schermando il calore solare.

L’estate del 1816 procurò disagi non solo alle classi popolari, ma anche a quelle più agiate, a cui apparteneva  l’irrequieto poeta George Byron.

Costui, rampollo di un nobile casato inglese, nella primavera di quell’anno era stato costretto ad abbandonare l’Inghilterra a causa dello scandalo suscitato dal suo controverso matrimonio, finito con una tumultuosa separazione.

Byron decise di stabilirsi, assieme al proprio segretario e medico personale John Polidori, nella splendida Villa Diodati, sul lago Lemano, nei pressi di Ginevra,  che due secoli prima aveva ospitato uno dei padri della letteratura inglese,  John Milton.

I piani per una piacevole vacanza andarono ben presto in fumo: sul lago i viaggiatori  inglesi invece dell’usuale tiepida estate trovarono un freddo e burrascoso inverno.

Tuttavia il soggiorno, grazie ad un prezioso incontro, si rivelò comunque interessante.

Lì vicino risiedeva l’altro grande poeta anglosassone Percy B. Shelley, assieme a due amiche: Mary Wollstonecraft Godwin, e la di lei sorellastra Claire Clairmont.

Poiché il maltempo imperversava, impedendo di uscire all’aperto, i cinque, su invito di Byron, si riunirono a Villa Diodati.

Il forzato confinamento del gruppetto nella bella dimora ebbe due effetti significativi.

Innanzitutto, fece scoccare la scintilla amorosa  tra Shelley e la Wollstonecraft e tra Byron e la Clairmont.

Ne nacquero due matrimoni, più stabile  e duraturo quello della prima coppia, traballante e contrastato come tutte le relazioni sentimentali di Byron il secondo.

L’altra conseguenza della lunga coabitazione  fu davvero eccezionale.

Nel fine settimana del 15 e 16 giugno, il tempo fu particolarmente cattivo, e i cinque amici, tutti letterati o comunque persone di elevata cultura, decisero di combattere la noia inventando un passatempo ispirato proprio alla situazione.

Poiché si trovavano in un’abitazione solitaria in un paesaggio livido e crepuscolare, sotto un cielo plumbeo che scaricava  continui acquazzoni, si sfidarono a comporre una storia cupa ed inquietante intonata all’atmosfera.

Tutti si aspetterebbero che dalla singolare e sofisticata gara uscissero vincitori Byron e Shelley, scrittori già affermati.

Invece non andò così: i migliori racconti horror li produssero Mary Wollstonecraft e John Polidori.

Non basta. I parti letterari del medico del padrone di casa e della futura signora Shelley diedero vita a due personaggi destinati a superare, in popolarità, l’intera opera degli altri due contendenti, pur unanimemente considerati la massima espressione poetica del Romanticismo britannico.

Si tratta, per quanto riguarda Mary Shelley, di Frankenstein, l’essere mostruoso fatto di pezzi di cadaveri e animato con una scarica elettrica, che continua ad affascinare i lettori e soprattutto gli spettatori di tutto il mondo per le innumerevoli trasposizioni cinematografiche realizzate.

Non meno singolare è il caso del protagonista del racconto di Polidori, intitolato “Il vampiro”.

Al sentire questo nome il pensiero di tutti andrà al celeberrimo Conte Dracula, protagonista del romanzo di Bram Stoker.

Tuttavia il libro di Stoker è stato pubblicato 81 anni dopo il “week end” col brivido in cui Polidori sfornò  il suo “Il vampiro”.

Dracula, dunque, non ha la primogenitura  nel filone letterario “vampiresco”.

Il personaggio della storia di Polidori, il tenebroso e dissoluto aristocratico inglese Lord Reuthven, che gode nel mandare in perdizione le sue vittime e le uccide privandole pian piano dell’energia vitale,  ha indiscutibilmente fornito il calco per la popolare figura di Dracula, il Conte transilvano che si trasferisce a Londra per diffondervi il contagio vampiro.

Rino Casazza 

Tutti i libri di Rino Casazza:

 

Continua a leggere

X-Files

Il fantasma della dama nera di Milano

Quando fu visto per l’ultima volta il fantasma della “dama nera” nel parco del Sempione di Milano?

Pubblicato

su

ghost

Quando fu visto per l’ultima volta il fantasma della “dama nera” nel parco del Sempione di Milano?

(D.F. di Pavia)

Sembra che l’ultima apparizione della “dama nera” risalga alla fine dell’Ottocento, e questo fantasma appariva nel cuore della notte e sempre in preda a smanie amorose incontenibili. Era sempre vestita di nero e anche il volto era coperto da un velo nero. Alcuni ritennero che si trattasse di una certa Angelina Costa, amante di uno Sforza, che finì per ucciderla ritenendo di essere stato tradito.

Continua a leggere

X-Files

Perché Dio creò Eva da una costola? Non poteva scegliere un piede?

Più volte mi sono chiesto perché il Padreterno abbia scelto la costola di Adamo per creare la donna, ma non poteva scegliere una mano o un piede?

Pubblicato

su

adamo

Più volte mi sono chiesto perché il Padreterno abbia scelto la costola di Adamo per creare la donna, ma non poteva scegliere una mano o un piede?

(Carmine di Benevento)

Le rispondo con le parole del Talmud: “Dio si chiese quale parte del corpo dell’uomo avrebbe dovuto formare la donna. Non è opportuno scegliere la testa, pensò, per non infondere nella donna il senso di superiorità, e non è giusto scegliere l’occhio affinché questa non sia troppo curiosa, come non va scelto l’orecchio per non invogliarla ad ascoltare dietro le porte, né la bocca affinché non sia troppo chiacchierona, né la mano affinché non si abbandoni alla prodigalità, né il piede affinché non esca continuamente da casa. Sceglierò una costola, concluse il Padreterno, perché questa rimane nascosta, affinché la donna sia modesta e umile.”

Continua a leggere

Trending

Copyright 2017 - NEW MESSAGE UNO Srl - Piazza Erculea 5 - 20122 Milano - CF/P. IVA 08687380967 Realizzazione: Teaser LAB Srl - Via Privata Martino Lutero 6 - 20126 Milano - CF/P. IVA 08815430965 Nuova Cronaca Vera- Registrazione effettuata al Tribunale di Milano n.305 del 16/8/1972 Iscrizione Registro Nazionale della Stampa n. 5420, vol. 55, pag. 153 del 13/11/1996- Direttore Responsabile: Giuseppe Biselli - Sito a cura di Algama.it