CONFESSIONI VERE/ IL MIO ATTEMPATO E FOCOSO AMANTE SODDISFA TUTTE LE MIE VOGLIE

Posted on by Cronaca Vera

Ho ventotto anni, una relazione con Renato e mio marito Franco non sospetta assolutamente nulla. A dirla tutta, mio marito non penserebbe mai che tra tanti bei giovanotti sulla piazza, io abbia scelto come amante proprio questo prestante e affascinante settantenne, che sotto le lenzuola sa davvero il fatto suo…

 

MEM Confessione 2221

 

Mio marito, uomo dolce e fedelissimo, fino a poco tempo fa era per me l’unico uomo al mondo. Ora non lo è più: ho un amante, ma un amante che nessuno si immaginerebbe.

Comincio col dire che ho appena 28 anni, sono una donna semplice e senza figli: finora io e mio marito Franco non ce li siamo potuti permettere. La mia fortuna è di essere piuttosto attraente, ma non ne ho mai approfittato.

Volendo tradire mio marito avrei potuto scegliermene uno giovane (fra i tanti che ci provano), e invece mi sono messa a fargli le corna con un pensionato settantenne!

Questo vecchio signore mi fa impazzire. E’ uno che ha soldi, ma non crediate che ci vada per questo. Lui, Renato, mi piace davvero. Vedovo, educatissimo, ancora prestante, vive da solo in una grande casa dove ho trovato lavoro: ci faccio i mestieri da qualche mese.

Renato è serio: mi dà un regolare stipendio, mi paga i contributi e … fa l’amore con me.

Franco non sospetterà mai niente. Quale giovane marito sarebbe geloso di uno come Renato, un anziano così perbene, tranquillo e rispettoso? Lui, addirittura, lo chiama “nonno Renato” e in effetti potrei essergli nipote. Non sa, il mio Franco, che il “nonno” a letto è sorprendentemente in forma: molto più di lui.

Questa storia è cominciata pochi mesi fa, quando grazie alla segnalazione di un’amica, accettai di fare un colloquio a casa di questo ricco vedovo che aveva bisogno di una domestica a mezza giornata.

Quando l’allora sconosciuto Renato aprì la porta, si mostrò sorpreso, e direi piacevolmente, nel vedere una donna diversa da come se l’aspettava

Mentre mi offriva un caffè, pensai che doveva essere stato un gran bel ragazzo: ora aveva l’aspetto di un bell’anziano, alto, asciutto, elegante.

Mentre gli spiegavo che ero sposata e alla ricerca di un lavoro notai che i suoi occhi puntavano sulle mie gambe accavallate. Portavo una gonna stretta, che saliva troppo a ogni movimento di cosce. Lasciai che mi ammirasse. Anzi, continuavo ad accavallare, con una punta di malizioso divertimento all’idea di eccitare la fantasia erotica di un vecchio.

Renato si comportò da autentico gentiluomo, e a parte i suoi sguardi eloquenti, rimase imperturbabile. In breve ci accordammo sul lavoro: orari, compenso e contributi.

Per due settimane tutto filò liscio. Ma poi Renato cominciò a girarmi attorno sempre più spesso. Nessuna molestia, ma allungava lo sguardo ovunque ci fosse qualcosa di mio da ammirare: gambe, scollatura, la curva del mio bel sederino ogni volta che mi chinavo. A me la cosa appariva sempre più divertente, e un filino eccitante.

Una mattina, mentre ero chiusa in bagno, mi accorsi che mi stava spiando dal buco della serratura. Non saprei spiegare cosa mi passò per la testa in quel momento: forse una voglia perversa di vedere fino a che punto potevano arrivare le cose, giocando senza rischiare. Fatto sta che mi sfilai del tutto la gonna e così  com’ero mi avventai sulla porta e la spalancai.

Lo colsi sul fatto. Non passò inosservata ai miei occhi la sua “enorme” eccitazione sotto i pantaloni semiaperti. Una cosa mai vista. Rimasi esterrefatta, ma certo meno di lui che cominciò a balbettare parole di scusa.

Imbarazzata dal suo tremendo imbarazzo, solo dopo qualche secondo mi ricordai di essere seminuda. E fu allora che venni presa da un’ irresistibile attrazione. Mi sentii improvvisamente bruciare dal desiderio per quel mio così appassionato ammiratore, e l’anziano ma ancora valido e attraente signor Renato mi apparve d’un tratto desiderabile quanto un giovane spasimante.

Ci trascinammo verso il letto, e lì ebbi la conferma delle mie sensazioni. Non gli ho mai chiesto se c’era e c’è di mezzo qualche pillolina blu, ma di certo quel settantenne è di una vitalità sessuale sorprendente. Ne sono rimasta più che appagata, e direi pure stregata.

Da allora, senza alcun impegno che non sia quello godercela insieme, quasi ogni giorno io e “nonno Renato” ci prendiamo la nostra mezz’ora di piacevolissima intimità. Ma prima, da brava domestica, porto a termine il mio lavoro.

 

R.D.

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1 Comment so far. Feel free to join this conversation.

  1. Mister 2016/12/08 at 23:20 - Reply

    Ti rendi conto di quanto sia orribile ciò che hai scritto ? Non sei neanche una persona secondo me, solo un’oggetto perso nel mondo. Buona fortuna…che schifo mamma mia…meno male che queste cose a me non succedono 😉

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