SPREMIAMO IL PRETE POI FILIAMO IN AMERICA

Posted on by Cronaca Vera

MISTERI E DELITTI

Una diabolica coppia d’innamorati coinvolse un sacerdote in una tresca erotica. La vicenda si concluse con un omicidio 

La famiglia della ragazza osteggiava il suo matrimonio perché l’uomo che lei amava era un poco di buono – I due escogitarono un piano per procurarsi una grossa cifra di denaro e poi scappare

Suggestionata dal fidanzato, la ragazza ammazzò a coltellate il religioso, che aveva sedotto e ricattato – Lei morì in carcere nel 1926, lui tornato in libertà, perì nella ritirata di Caporetto

 

Adelina Blasi mentre uccide don Saverio, che aveva ricattato per molto tempo. Con i soldi dell’ultimo ricatto sarebbe andata in America, insieme con il fidanzato Bernardo, dove si sarebbero rifatti una vita. (Da un disegno del “Diavolo rosa”, del 1906)

Adelina Blasi mentre uccide don Saverio, che aveva ricattato per molto tempo. Con i soldi dell’ultimo ricatto sarebbe andata in America, insieme con il fidanzato Bernardo, dove si sarebbero rifatti una vita. (Da un disegno del “Diavolo rosa”, del 1906)

Torino

Era una coppia che si faceva notare. Lei, Adelina Blasi, era bella, giovane e sempre vestita con un tocco di originalità. Lui, Bernardo Rossini, era alto, robusto e, seppur con qualche anno in più, destava vivaci interessi tra le donne. I due si amavano, ma era un amore contrastato dai genitori di lei, i quali avevano scoperto che Bernardo aveva dovuto saldare qualche conto con la giustizia. Non grandi cose, ma si trattava sempre di ombre che offuscavano la sua onestà.

I genitori misero al corrente la figlia di quanto avevano scoperto, ma lei non volle sentire.

«Lo amo e lo sposerò», disse la figlia.

«Non possiamo vietarti di amarlo, ma faremo tutto il possibile per impedire che lo sposi», fu la replica del padre.

I genitori avevano ragione, Bernardo non era in grado di mantenere una famiglia, non aveva alcun lavoro e viveva di espedienti. I suoi genitori gli avevano lasciato un piccolo alloggio dietro alla Gran Madre, che lui aveva ipotecato. Bernardo era abile nel gioco delle tre carte e conosceva una rete di ladruncoli e truffatori, con i quali faceva “degli affari”. Viveva alla giornata, ma alla sua Adelina diceva di essere “nel mondo del commercio”.

La domenica i due passeggiavano per via Po, per poi girare in via Roma e andare a Messa nella chiesa di San Carlo, dove conobbero don Saverio, un prete affabile, loquace, con il quale avviarono subito un piacevole dialogo. Bernardo, che aveva qualche conoscenza nel restauro dei mobili, si offrì per restaurare un inginocchiatoio che don Saverio aveva nel suo piccolo appartamento parrocchiale.

Bernardo Rossini, era un uomo di bell’aspetto, aveva qualche anno più di Adelina, ma soprattutto era un poco di buono.

Bernardo Rossini, era un uomo di bell’aspetto, aveva qualche anno più di Adelina, ma soprattutto era un poco di buono.

Un perfido gioco

Poteva diventare un bel rapporto se don Saverio non avesse iniziato a guardare Adelina con occhi vogliosi. Bernardo se ne accorse e, invece di chiarire il rapporto, fece il possibile per aumentare nel sacerdote il desiderio peccaminoso, costringendo la donna a provocarlo. La ragazza, in un primo tempo, cercò di opporsi al perfido gioco, ma poi non se la sentì di contrastare il suo Bernardo e iniziò a sedurre il sacerdote.

Non passò molto tempo e il religioso e la donna finirono per diventare amanti, con la tacita approvazione di Bernardo, il quale aveva scoperto che don Saverio era di famiglia ricca: il giorno della sua ordinazione sacerdotale, i genitori gli avevano regalato un calice d’oro, che conservava nell’appartamento. Inoltre, aveva un conto in banca sul quale il padre, di tanto in tanto, faceva dei versamenti. Bernardo convinse Adelina a chiedere dei prestiti a don Saverio, il quale in un primo tempo “aprì il borsello senza  battere ciglio, ma poi quando le somme richieste aumentarono iniziò a rifiutarsi di pagare”.

Bernardo costringeva Adelina a chiedere continuamente denaro, con la promessa di sposarla in breve tempo e di farle trovare una bella casa. Adelina, plagiata dall’uomo che amava, iniziò a minacciare il povero prete di rivelare la loro tresca ai parrocchiani se non le avesse dato altro denaro.

La Gran Madre, dopo piazza Vittorio Veneto. Adelina abitava con la famiglia nelle case sulla destra.

La Gran Madre, dopo piazza Vittorio Veneto. Adelina abitava con la famiglia nelle case sulla destra.

Terribile maledizione

«Chiudiamo questa storia», le disse un giorno Bernardo. «Chiedi al prete una bella somma e poi partiamo per l’America, dove ci sposeremo e saremo felici».

Adelina prese alla lettera la proposta di Bartolomeo e, dopo un incontro galante con don Saverio gli chiese una somma molto elevata.

«Paga e scomparirò per sempre», gli disse.

Lui si rifiutò e allora lei afferrò un coltello e si scagliò come un’ossessa sul prete, colpendolo una decina di volte.

Il cadavere di don Saverio fu scoperto il giorno seguente. Sulla base delle testimonianze di una portinaia che aveva immaginato la tresca del prete con la donna i carabinieri arrivarono alla bella Adelina e a Bernardo. Il processo si svolse nel giro di una settimana, dopo che la donna confessò di avere ucciso il prete, mentre Bernardo dichiarò di essere estraneo ai fatti. Il 18 ottobre 1902, la Corte pronunciò la sentenza. Adelina Blasi fu condannata a trent’anni di carcere, mentre Bernardo Rossini se la cavò con quindici. Lei morì in carcere in seguito a una polmonite, nel 1926. Lui fu rimesso in libertà nel 1917 e subito chiamato sotto le armi. Morì durante la ritirata di Caporetto. Qualcuno disse che sulla coppia gravava la maledizione di don Saverio. E forse era proprio così.

Enzo Valentini

Share
About the Author
Cronaca Vera

Il settimanale che dice la verità. Dal 1969 in edicola.

1 Comment so far. Feel free to join this conversation.

    Leave A Response