VOGLIAMO RESPIRARE ARIA PULITA!

Posted on by Cronaca Vera

CHI DOVREBBE INTERVENIRE FA POCO O NULLA…

La disperazione di un gruppo di cittadini. Da 30 anni vivono nell’aria inquinata da polveri nere e metalli pesanti

All’appello mancano impianti di filtraggio e di controllo – Le accuse sono di elevate emissioni di sostanze tossiche nell’atmosfera e mancanza di norme di sicurezza  

Una fonderia emette fumi persistenti che anneriscono muri e polmoni – L’intervento delle istituzioni è inesistente – Per i giudici, il proprietario deve pagare solo 800 euro di multa

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Salerno
Trent’anni di polveri nere, metalli pesanti ed emissioni cancerogene si chiudono con un patteggiamento e ottocento euro di multa, tra richieste di delocalizzazione, proteste dei cittadini e mancate risposte da parte delle istituzioni. La questione Fonderie Pisano, inizialmente nate nella periferia cittadina di Salerno e ora inglobate dall’espansione urbana del capoluogo, lascia tracce ovunque, negli umori delle persone spazientite e insofferenti, tingendo di paura le parole e di nero l’atmosfera. Nei dintorni c’è ovunque una diffusa polvere nera appiccicosa, che si attacca alle mura e penetra nei polmoni delle persone, accompagnata da una puzza che, come dice Ernesto Langella, residente e componente del Comitato Salute e Vita, «non si può registrare con la macchina fotografica o la telecamera». All’appello mancano impianti di filtraggio e controllo di emissioni, che lasciano nell’aria particelle filiformi metalliche di dimensioni notevoli, ben visibili a occhio nudo.

Le accuse riassunte nei tre capi d’imputazione contro il proprietario delle fonderie, per mancate norme di sicurezza sul luogo di lavoro, elevate emissioni di sostanze tossiche nell’atmosfera e mancata autorizzazione a emettere i fumi nell’atmosfera, dal punto di vista giudiziario valgono l’irrisoria cifra di 800 euro. Così ha deciso il Gup ratificando la pena, concordata con consenso del pubblico ministero, a carico del novantaduenne Luigi Pisano, titolare delle omonime fonderie nella frazione Fratte.

SALERNO - PROTESTA RESIDENTI FRAZIONE FRATTE CONTRO FONDERIE PISANO - ERNESTO LANGELLA CON CALAMITA, FOGLIO DI CARTA E RESIDUI DELLO SPAZZAMENTO

SALERNO – ERNESTO LANGELLA CON UNA CALAMITA, UN FOGLIO DI CARTA E I RESIDUI DELLO SPAZZAMENTO

Colpevoli assenze

Da trent’anni, a causa della struttura industriale che sorge in via dei Greci, i residenti combattono invano, sia contro le istituzioni, sia contro i tumori scono, per non dire le malattie respiratorie, meno gravi dei tumori, ma che interessano un numero ben maggiore di residenti.

Nella vicenda continuano a dire le loro ragioni, il comitato Salute e Vita, con il presidente Lorenzo Forte, Legambiente e il confinante Comune di Pellezzano, in attesa di un imminente e collaterale processo civile per la richiesta del risarcimento danni, partendo dall’ammissione di colpa dell’imprenditore Pisano.

L’associazione ha successivamente chiesto, in via ufficiale, la chiusura delle fonderie, dopo l’assenza di qualunque passo in avanti per la delocalizzazione dell’opificio.

«Nell’ultimo anno di lotta in difesa della salute dei cittadini non è successo nulla», spiega Forte. «Abbiamo avuto un incontro con il sindaco Vincenzo De Luca, ora decaduto, che assicurò il suo intervento, ma da quel momento il Comune di Salerno è letteralmente scomparso. Peggio ancora per quanto riguarda l’Asl, che resta assente senza mai averci neanche ricevuti, nonostante l’assicurazione del direttore del distretto Antonio Lucchetti per un incontro».

MARIA BOTTE

MARIA BOTTE

Nuove indagini
Gli unici risultati positivi Forte li attribuisce all’Arpac, Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente.

«Unico ente a rispondere agli appelli installando una centralina che rileva le polveri sottili nell’aria e facendo analisi di campioni d’acqua nel fiume Irno. In entrambi i casi si sono verificati frequenti sforamenti dei limiti massimi. I dati si possono trovare tutti pubblicati sul sito internet dell’Arpac».

Maria Botte, di professione insegnante, residente della zona, dopo una passata sulla zanzariera della finestra di casa, esposta all’emissione delle fonderie mostra le mani nere di polveri, impregnate come da un penetrante inchiostro.

Anche il terrazzino della signora Carmela Leone è nero.

«Durante la settimana non si può respirare fino alle 17/18 del pomeriggio», dice la donna. «Per fortuna che la domenica non lavorano. In estate, tranne ad agosto quando la fonderia è chiusa, la situazione non ve la posso descrivere. Il balcone lo devo pulire con l’acido».

Nei giorni scorsi, il procuratore capo di Salerno, Corrado Lembo, ha dato il via a specifiche indagini, con delega ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico, per la verifica del rispetto delle norme previste. I cittadini nel frattempo, insieme agli avvocati Fabio Torluccio ed Enrico Giovine, si stanno coordinando per azioni legali contro il proprietario Pisano e contro il Comune di Salerno, che si è costituito in ritardo nel processo penale, organizzano manifestazioni e cortei…da anni.

Alfonso Tramontano Guerritore

 

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