Confessioni vere/ IL GRANDE AMORE DELLA MIA VITA CONTINUA A SFUGGIRMI DI MANO

Posted on by Cronaca Vera

Nonostante sia stato sposato e felice per tanti anni, il mio chiodo fisso è sempre stato Valeria, il mio primo amore. Da uomo sposato, la cercai e facemmo l’amore appassionatamente; la incontrai ancora dopo il mio divorzio, ma lei ha sempre rifiutato di avere con me un rapporto stabile, facendomi impazzire di desiderio…

MEM Confessione 2218

 

Niente da fare. Il sogno di vivere la mia vita con la donna che più di tutte ho desiderato si è infranto per sempre.

Si chiama Valeria, ed è stata il mio primo e unico grande amore, ma l’ho persa quand’ero giovane e l’ho ripersa da uomo maturo, quando l’ho scoperta tanto calda e appassionata tra le mie braccia quanto fredda e dura dopo aver fatto l’amore.

Non era certo così quando la conobbi e mi innamorai di lei, 23 anni fa, nella piccola località del Sud in cui abitavamo.  Io avevo poco più di vent’anni, e lei 18 soltanto.

Ma Valeria era già fidanzata e alle soglie del matrimonio con un altro, e questo era un impegno che andava onorato, pena la perdita della faccia per tutta la famiglia. Lei non osò mancare alla promessa fatta.

Così si sposò, e si trasferì subito a Roma. L’avevo perduta, ma mi rimaneva un tenerissimo e fortissimo ricordo di lei: quello di una ragazza dolce e pulita, con due luminosi occhi che brillavano su un volto incorniciato da lunghi capelli neri.

Anch’io dopo qualche tempo mi sposai: andai a vivere vicino a Milano e mi costruii una famiglia con la quale sarei stato felice per molti anni.

Tutto andava bene con mia moglie, ma il ricordo di Valeria non mi abbandonava mai. La sua immagine  era sempre viva dentro di me, a volte cosi forte da diventare quasi un’ossessione.

Qualche anno fa, tormentato dal pensiero di Valeria, decisi che dovevo rintracciarla.  Ci misi del tempo, ma ci riuscii: e quando ebbi modo di scriverle, lei mi spedì la più dolce delle risposte: «Anch’io ti ho pensato infinite volte, e ho tanto desiderio di rivederti».

Ci incontrammo a Milano. Quando la vidi rimasi a bocca aperta: era ancora più bella di come la ricordavo, ma quanto era cambiata! Si era fatta donna, i suoi modi erano diventati energici e risoluti: lo sguardo non era più tenero e dolce, ma profondo e  misterioso.

Mi fece capire che la sua vita sentimentale era stata turbolenta. Si era separata presto dal marito, e dopo molte avventure si era messa con un altro uomo. «Insomma, non sono più sposata ma nemmeno sono libera. Neanche tu, del resto, mi sembra che lo sei».  Infatti non lo ero per niente.

Ma Valeria aveva un’idea ben chiara in testa. Me la spiegò con franchezza quasi brutale: «Ho risposto al tuo richiamo perché ho un rimpianto, e non voglio che resti tale. Facciamo l’amore, almeno una volta».

E lo facemmo. Chiusi nella stanza di un albergo, ci amammo per un solo pomeriggio. Ma quel pomeriggio fu sufficiente a scombussolarmi per tutto il resto della vita.

Infatti, se prima ero legato a Valeria da un romantico ricordo, ora la passione mi rendeva folle. Valeria era ripartita, e io sentivo che non avrei più potuto fare a meno di lei, ma al mio tentativo di combinare un altro incontro lei fu irremovibile. «Sei sposato, lascia perdere! Dovevamo saldare un debito col nostro passato: l’abbiamo fatto ed è stato bellissimo, ma non voglio rovinare la tua famiglia».

Valeria aveva ragione, ma io non sapevo darmi pace. Altri anni dovevano passare prima che potessi rivederla: è stato quando il mio matrimonio è finito, senza tragedie ma per logorante, irrimediabile monotonia.

Appena mi sono ritrovato solo e libero, ho cercato Valeria.

Lei si è presentata immediatamente. Ancora bellissima e seducente, malgrado il trascorrere del tempo. E ancora disposta a essere mia.

Siamo stati una cosa sola per tre giorni e tre notti, come in una vera luna di  miele: giorni di passione indimenticabili.

Ma ancora una volta, quando ormai ero certo di aver raggiunto il paradiso, lei mi ha raggelato. Alla mia proposta, seria e definitiva, di vivere assieme, ha rifiutato: «Tu cerchi un’altra moglie, mi hai sempre vista come la moglie dei tuoi sogni, ma io non cerco un marito né un compagno. Sono una donna libera, e voglio restarlo per sempre».

Ha fatto la sua valigia ed è ripartita, sorda ad ogni mia supplica.  Ho capito che Valeria non sarà mai mia: posso solo sperare che un giorno, forse, accetti di vedermi ancora.

Alberto  C.

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