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LA MIA VITA E’ DIVENTATA UN INCUBO!

Sospetta l’esistenza di una rete di satelliti in grado di sparare particelle rare indirizzate a politici e giornalisti da manipolare, ma anche a persone “comuni” per programmarle a svolgere delle missioni

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FINORA HA RESPINTO I LORO ATTACCHI, MA…

Dura da 4 anni il calvario di un insegnante di matematica

Sostiene di essere vittima di una tecnica di controllo mentale

Con una sofisticata e segreta tecnologia, qualcuno si collegherebbe con il suo sistema nervoso per influenzarne il comportamento – è svegliato in piena notte da voci che vogliono dargli degli ordini

Andrea Giotti, 48 anni, insegnante di matematica con una laurea in Ingegneria, da quattro anni sarebbe diventato vittima di quello di un controllo mentale a distanza messa in atto dall'agenzia di sicurezza nazionale americana.

Andrea Giotti, 48 anni, insegnante di matematica con una laurea in Ingegneria, da quattro anni sarebbe diventato vittima di quello di un controllo mentale a distanza messa in atto dall’agenzia di sicurezza nazionale americana.

 

Sospetta l’esistenza di una rete di satelliti in grado di sparare particelle rare indirizzate a politici e giornalisti da manipolare, ma anche a persone “comuni” per programmarle a svolgere delle missioni

 

Pistoia

Nel 2010 la vita di Andrea Giotti, 48 anni, si è trasformata in un incubo, in quanto sarebbe vittima di un controllo mentale a distanza. Sostiene che, attraverso l’utilizzo di una sofisticata e segreta tecnologia, qualcuno riusce a collegarsi con il suo sistema nervoso per influenzarne il comportamento.

«Una voce mi dava ordini dentro la mia testa», ricorda l’insegnante. «Se non li eseguivo, iniziavano delle torture a livello neurologico: crampi dolorosissimi, tachicardie o altri effetti che servono per piegare la vittima ai comportamenti desiderati. Questa voce voleva che io compiessi degli atti contro la mia stessa personalità, allo scopo di farmi diventare una sorta di robot sfruttabile per qualsiasi obiettivo. All’inizio ho avuto delle grosse difficoltà a capire che cosa mi stesse accadendo, poteva sembrare una comune patologia psichiatrica. Solo che c’erano troppi sintomi anomali. Quando ho considerato la possibilità che venissero utilizzate su di me questo tipo di tecnologie, tutto si è chiarito e ogni sintomo ha trovato la sua spiegazione. Si tratta di una forma di telepatia artificiale basata su una nuova tecnologia messa in atto dall’agenzia di sicurezza nazionale americana».

Grande forza di volontà*** Per Andrea l'unica difesa da questi attacchi mentali consiste nel far prendere coscienza all’opinione pubblica dell'esistenza di questa tecnologia pericolosissima e indurre chi è al potere a dismetterla.

Grande forza di volontà***
Per Andrea l’unica difesa da questi attacchi mentali consiste nel far prendere coscienza all’opinione pubblica dell’esistenza di questa tecnologia pericolosissima e indurre chi è al potere a dismetterla.

Testimone scomodo
Secondo Giotti le vittime come lui non sono prese a caso: alcuni sono personaggi di spicco, come politici o giornalisti, scelte al fine di monitorarne i comportamenti e intervenire nel caso diventino una minaccia per il sistema, ma possono trattarsi anche di persone qualunque, come Andrea.

«Nel 2003 ho avuto l’occasione di vedere un dispositivo portatile basato su questo tipo di tecnologie di controllo mentale messe in atto da una specie di telecomando da videoregistratore», continua Giotti. «Da allora sono diventato un testimone particolarmente scomodo. Questo strumento emette particelle attraverso un processo fisico nuovo su cui le ipotesi sono ancora aperte. Scelgono persone come me per programmarle a svolgere missioni, anche di tipo suicida, che nessuno saprà mai da chi sono state commissionate».

Ancora oggi Giotti sostiene di essere vittima del controllo mentale. Gli capita, infatti, di essere svegliato in piena notte da queste voci, e sono frequenti gli episodi di tachicardia e respiro corto che iniziano e cessano all’improvviso, come se qualcuno accendesse o disattivasse un interruttore.

«Dal 2010 ho iniziato a cercare di capire come riescano in tutto questo. Sospetto l’esistenza di una rete di satelliti in orbita bassa attorno alla Terra in grado di sparare particelle rare addosso alle persone, indirizzandole al loro sistema nervoso. Potrebbero essere neutrini o particelle non ancora isolate. È un trattamento strettamente individuale. Dall’altra parte c’è un gruppo di psicologi manipolatori che cercano di spingerti a comportati diretti dall’esterno. Quando la persona non si piega, iniziano le torture fisiche provocate da questo raggio. La copertura di questa rete è probabilmente globale. Sono andato a Mosca per vedere se riuscivo a scampare al trattamento, ma inutilmente. Sono andato anche sotto terra, in uno dei posti più schermati, i laboratori nucleari del Gran Sasso, ma nemmeno lì c’è riparo. L’unica difesa è di altra natura: occorre prendere coscienza a livello di opinione pubblica dell’esistenza di questa tecnologia pericolosissima e indurre chi è al potere a dismetterla. È l’unica difesa, a mio modo di vedere».

«Nel 2003 ho visto un dispositivo portatile basato su questa tecnologia di controllo mentale e da allora sono diventato un testimone particolarmente scomodo», dice il 48enne.

«Nel 2003 ho visto un dispositivo portatile basato su questa tecnologia di controllo mentale e da allora sono diventato un testimone particolarmente scomodo», dice il 48enne.


Potrebbero ucciderlo

Le ripercussioni sulla qualità della vita di Andrea sono state pesantissime: non riuscendo a dormire e a lavorare come prima a causa di questi disturbi, ha dovuto chiedere al Ministero dell’Istruzione di essere messo part-time.

«Grazie a Dio, fino a questo momento sono riuscito a respingere gli attacchi», conclude il 48enne. «La vita merita di essere vissuta in piena libertà e se questa libertà è messa in discussione, sono disposto anche a morire. Partendo da questo ragionamento riesco a imporre la mia volontà, ignoro le voci e anche quando mi fanno battere il cuore forte o me lo rallentano, riesco a comportarmi come se niente fosse. Questo richiede un grande sacrificio, potrebbero uccidermi da un momento all’altro, ma io continuo a comportarmi come uomo libero e responsabile delle mie azioni. In “Internet”, in questo campo, si trova di tutto: mitomani, casi autentici e persone con disturbi psichiatrici. Io non temo che mi possano fare un trattamento sanitario obbligatorio per le cose che sto rivelando. Non sono in assoluto contro la psichiatria. Credo però che in questo campo abbia dimostrato tutti i suoi limiti non prendendo in considerazione l’ipotesi che certi fenomeni possano essere prodotti dall’esterno». 

Fabio Frabetti

 

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5 Comments

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  3. Irene Silvestri

    2015/11/08 a 15:32

    Confermo tutto ciò che dichiara Andrea essendo stata anch’io vittima di telepatia artificiale per ben 4 anni. Alla fine di marzo del 2015 sono stata staccata dopo aver sentito dalla centrale operativa qualcuno che chiedeva “Chi siete?” e qualcun’altro rispondere ” Siamo massoni del Club di Roma. Questo è un esperimento finanziato dai Bilderberg e sostenuto da Napolitano”. Immagino si tratti di Giorgio che a quei tempi era ancora il Presidente della Repubblica. Quando si sono accorti che li stavo ascoltando una voce ha urlano ” Stacca. Ha la telepatia” dopodiché non li ho più sentiti. Il mio caso è riportato ovunque da youtube a google, google+, spreaker ecc….

  4. Michael

    2016/08/18 a 21:44

    È’ vero, credevo di essere l’unico invece questi satelliti esistono, fanno brainwashing e mindcontrol. SOno satelliti associati a città o a singoli rioni, e allo stesso modo esistono i dispositivi portatili basati su questa tecnologia. Non siete pazzi se pensate che qualcuno vi legge il pensiero mentre passeggiate. tenete lontani gli psichiatri.

  5. Antonio

    2016/08/18 a 21:56

    I satelliti manipolano il sonno ad esempio se si è’ in spiaggia (facendo avere sogn/ visioni strani anche di rapporti sessuali in pieno giorno) ti fanno assopire, fanno muovere gli arti, e fidatevi che provocano arresti cardiaci.

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Come nacquero Frankenstein e il nobile vampiro

Tutto successe in un incredibile weekend di paura. Una storia vera

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Il 15 e 16 giugno del 1816, l'”anno senza estate”, nacquero insieme, in un insolito gioco di società, due tra i più celebri miti della narrativa horror: il Vampiro e Frankenstein

 

Il 1816 fu un anno infelice dal punto di vista climatico.

Oggi siamo abituati a lamentarci delle variazioni metereologiche, che tendiamo ad attribuire all’inquinamento industriale, ma quell’anno si verificò un vero e proprio sconvolgimento, con temperature che rimasero molto al di sotto delle medie  e impedirono alla bella stagione di sbocciare, con immensi danni all’agricoltura, in particolare quella nordamericana, trainante a livello mondiale.

Non è un caso che il 1816 viene ricordato anche col nome, ancora più infausto, di “anno della poverta’.

Secondo le interpretazioni attuali, causa dell’ ondata di gelo fu la violenta eruzione del vulcano Tambora in Indonesia che saturò di cenere gli strati superiori dell’atmosfera schermando il calore solare.

L’estate del 1816 procurò disagi non solo alle classi popolari, ma anche a quelle più agiate, a cui apparteneva  l’irrequieto poeta George Byron.

Costui, rampollo di un nobile casato inglese, nella primavera di quell’anno era stato costretto ad abbandonare l’Inghilterra a causa dello scandalo suscitato dal suo controverso matrimonio, finito con una tumultuosa separazione.

Byron decise di stabilirsi, assieme al proprio segretario e medico personale John Polidori, nella splendida Villa Diodati, sul lago Lemano, nei pressi di Ginevra,  che due secoli prima aveva ospitato uno dei padri della letteratura inglese,  John Milton.

I piani per una piacevole vacanza andarono ben presto in fumo: sul lago i viaggiatori  inglesi invece dell’usuale tiepida estate trovarono un freddo e burrascoso inverno.

Tuttavia il soggiorno, grazie ad un prezioso incontro, si rivelò comunque interessante.

Lì vicino risiedeva l’altro grande poeta anglosassone Percy B. Shelley, assieme a due amiche: Mary Wollstonecraft Godwin, e la di lei sorellastra Claire Clairmont.

Poiché il maltempo imperversava, impedendo di uscire all’aperto, i cinque, su invito di Byron, si riunirono a Villa Diodati.

Il forzato confinamento del gruppetto nella bella dimora ebbe due effetti significativi.

Innanzitutto, fece scoccare la scintilla amorosa  tra Shelley e la Wollstonecraft e tra Byron e la Clairmont.

Ne nacquero due matrimoni, più stabile  e duraturo quello della prima coppia, traballante e contrastato come tutte le relazioni sentimentali di Byron il secondo.

L’altra conseguenza della lunga coabitazione  fu davvero eccezionale.

Nel fine settimana del 15 e 16 giugno, il tempo fu particolarmente cattivo, e i cinque amici, tutti letterati o comunque persone di elevata cultura, decisero di combattere la noia inventando un passatempo ispirato proprio alla situazione.

Poiché si trovavano in un’abitazione solitaria in un paesaggio livido e crepuscolare, sotto un cielo plumbeo che scaricava  continui acquazzoni, si sfidarono a comporre una storia cupa ed inquietante intonata all’atmosfera.

Tutti si aspetterebbero che dalla singolare e sofisticata gara uscissero vincitori Byron e Shelley, scrittori già affermati.

Invece non andò così: i migliori racconti horror li produssero Mary Wollstonecraft e John Polidori.

Non basta. I parti letterari del medico del padrone di casa e della futura signora Shelley diedero vita a due personaggi destinati a superare, in popolarità, l’intera opera degli altri due contendenti, pur unanimemente considerati la massima espressione poetica del Romanticismo britannico.

Si tratta, per quanto riguarda Mary Shelley, di Frankenstein, l’essere mostruoso fatto di pezzi di cadaveri e animato con una scarica elettrica, che continua ad affascinare i lettori e soprattutto gli spettatori di tutto il mondo per le innumerevoli trasposizioni cinematografiche realizzate.

Non meno singolare è il caso del protagonista del racconto di Polidori, intitolato “Il vampiro”.

Al sentire questo nome il pensiero di tutti andrà al celeberrimo Conte Dracula, protagonista del romanzo di Bram Stoker.

Tuttavia il libro di Stoker è stato pubblicato 81 anni dopo il “week end” col brivido in cui Polidori sfornò  il suo “Il vampiro”.

Dracula, dunque, non ha la primogenitura  nel filone letterario “vampiresco”.

Il personaggio della storia di Polidori, il tenebroso e dissoluto aristocratico inglese Lord Reuthven, che gode nel mandare in perdizione le sue vittime e le uccide privandole pian piano dell’energia vitale,  ha indiscutibilmente fornito il calco per la popolare figura di Dracula, il Conte transilvano che si trasferisce a Londra per diffondervi il contagio vampiro.

Rino Casazza 

Tutti i libri di Rino Casazza:

 

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Il fantasma della dama nera di Milano

Quando fu visto per l’ultima volta il fantasma della “dama nera” nel parco del Sempione di Milano?

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Quando fu visto per l’ultima volta il fantasma della “dama nera” nel parco del Sempione di Milano?

(D.F. di Pavia)

Sembra che l’ultima apparizione della “dama nera” risalga alla fine dell’Ottocento, e questo fantasma appariva nel cuore della notte e sempre in preda a smanie amorose incontenibili. Era sempre vestita di nero e anche il volto era coperto da un velo nero. Alcuni ritennero che si trattasse di una certa Angelina Costa, amante di uno Sforza, che finì per ucciderla ritenendo di essere stato tradito.

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Perché Dio creò Eva da una costola? Non poteva scegliere un piede?

Più volte mi sono chiesto perché il Padreterno abbia scelto la costola di Adamo per creare la donna, ma non poteva scegliere una mano o un piede?

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Più volte mi sono chiesto perché il Padreterno abbia scelto la costola di Adamo per creare la donna, ma non poteva scegliere una mano o un piede?

(Carmine di Benevento)

Le rispondo con le parole del Talmud: “Dio si chiese quale parte del corpo dell’uomo avrebbe dovuto formare la donna. Non è opportuno scegliere la testa, pensò, per non infondere nella donna il senso di superiorità, e non è giusto scegliere l’occhio affinché questa non sia troppo curiosa, come non va scelto l’orecchio per non invogliarla ad ascoltare dietro le porte, né la bocca affinché non sia troppo chiacchierona, né la mano affinché non si abbandoni alla prodigalità, né il piede affinché non esca continuamente da casa. Sceglierò una costola, concluse il Padreterno, perché questa rimane nascosta, affinché la donna sia modesta e umile.”

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