LA MIA PIU’ GRANDE PAURA L’INCONTRO CON GLI UFO!

Posted on by Tommaso Vitali Rosati

UN’ESPERIENZA INDIMENTICABILE…

Marziano Giampieri, 72enne pensionato, 60 anni fa fu protagonista di un incontro ravvicinato del terzo tipo

Insieme con un coetaneo stava pascolando dei greggi quando è successo

Soltanto lui però ha visto questi tre piccoli esseri, alti circa 35 centimetri, accanto a una specie di barilotto nel quale si sono rapidamente introdotti e che poi è immediatamente partito verso il cielo

La casa colonica dove, nel 1954, viveva e lavorava la famiglia Giampieri.

La casa colonica dove, nel 1954, viveva e lavorava la famiglia Giampieri.

 

All’epoca il loro racconto fece scalpore – Furono interrogati a lungo dai carabinieri e finirono sui giornali – Sulla vicenda è poi caduto l’oblio, ma il suo ricordo è ancora vivo nel suo protagonista

Appignano (Macerata)

Marziano Giampieri con il libro del professor Massimo Inardi, in cui, insieme a molti altri, è descritto anche il suo avvistamento alieno.

Marziano Giampieri con il libro del professor Massimo Inardi, in cui, insieme a molti altri, è descritto anche il suo avvistamento alieno.

«Io e il mio amico Tantucci Pacifico, ambedue dodicenni, eravamo a pascolare le pecore, dopo la scuola. Non avevamo mai un posto fisso e quel giorno, il freddo 25 ottobre 1954, avevamo portato i nostri piccoli greggi su per il monte Sgaggia, nei pressi di Colcerasa. A una certa ora, presi come sempre dalla voglia di mangiare, decidemmo di fare un salto a casa. Al nostro ritorno, verso le 17.00, notammo che le pecore si erano un po’ allontanate e che il cane Fido abbaiava insistentemente, ma pensammo che lo facesse per tenerle di nuovo unite. Avvicinatomi ulteriormente notai un movimento e scorsi tre esseri, come tre animali un po’ scuri, vicini a un oggetto simile a un “barilotto”. Stupito e spaventato, gridai a Pacifico di guardare anche lui quelle stranezze e quel “coso” che non capivo che fosse, lui era ancora troppo indietro. Non avevo finito di dirglielo che i tre sparirono dentro quel “recipiente” e questo si staccò dal suolo rapidamente, emettendo un sibilo. Giunto a una ventina di metri di altezza, lasciò nell’aria una grossa palla di fuoco che prima di arrivare a terra, esplose violentemente, e noi ci sentimmo investiti da una forte ventata. Noi, intanto, stavamo giù per il pendio e, giunti a casa, raccontammo l’accaduto».

Grande scalpore

Questo è il racconto del giorno in cui Marziano Giampieri, oggi 72enne, fu protagonista di un “incontro ravvicinato”, un’esperienza davvero straordinaria, ma anche paurosa, riportata anche nel libro “UFO in Italia- l’Ondata del 1954”, scritto da Massimo Inardi, parapsicologo di fama mondiale e noto per le vincite realizzate nella trasmissione televisiva Rischiatutto.

«Logicamente, non fummo creduti dai nostri genitori, i quali però ne parlarono al bar e al mulino dove mio padre lavorava e la voce arrivò alla stampa locale, ai carabinieri di Cingoli e di San Severino Marche e persino alla Polizia Scientifica di Napoli. Accompagnammo quindi le autorità nel luogo dell’avvistamento, mentre fra la popolazione si erano creati due schieramenti: chi credeva che gli alieni fossero davvero atterrati e chi diceva che ci eravamo inventati tutto. Siccome solo io avevo visto i tre ominidi, dato che Pacifico era dietro di me lungo la salitella, fui preso di mira da tutti: giornalisti, carabinieri e persino l’allora parroco don Quinto, il quale mi fece giurare sul Vangelo che ciò che raccontavo fosse davvero la. Non solo! Come se io e Pacifico fossimo dei criminali, fummo interrogati separatamente dai carabinieri. Comunque credo che non fosse difficile crederci perché entrambi vivevamo in campagna, mio padre aveva solo una Radio sempre spenta perché la ricezione era disturbatissima. A casa non entravano giornali di alcun tipo. Insomma, io e Pacifico non potevamo sapere niente sugli Ufo e sulla vita in altri pianeti!».

La ricostruzione della scena dell'atterraggio di cui fu testimone Giampieri, realizzata dall’artista Nevio Zeccara per il volume “Ufo in Italia l'ondata del 1954”, scritto da Massimo Inardi.

La ricostruzione della scena dell’atterraggio di cui fu testimone Giampieri, realizzata dall’artista Nevio Zeccara per il volume “Ufo in Italia l’ondata del 1954”, scritto da Massimo Inardi.

Creature mai viste

Certo che, con un nome di battesimo come Marziano quell’incontro poteva essere stato previsto dal destino, infatti la stampa giocò molto questo.

«Riguardo le loro fattezze  ho sempre spiegato che non mi è stato possibile notare i particolari del loro volto perché erano voltati di spalle per rientrare nell’oggetto, ma notai chiaramente che indossavano una specie di tuta aderente di colore metallico un po’ scuro e lucido come la plastica. Erano diversi da noi, a partire dall’altezza che non superava i 35 centimetri, avevano una testa più grande del corpo e, invece di essere tonda, era molto appiattita, ma forse indossavano dei caschi. L’astronave che a prima vista sembrava un barilotto, aveva un diametro di 60/70 centimetri, con una lunghezza che non superava il metro e mezzo».

Marziano Giampieri all'età di 8 anni, insieme con nonna Rosa

Marziano Giampieri all’età di 8 anni, insieme con nonna Rosa

In seguito, Marziano si è trasferito ad Appignano, dove si è sposato e tuttora vive. Per tre anni è anche emigrato in Germania e, al ritorno, ha avviato una ditta di imbianchino e ora si gode la meritata pensione.

Degli Ufo non ha più parlato fino a quando, giorni fa, alcuni professori della locale scuola Media non gli hanno chiesto il libro scritto da Inardi che riporta anche la sua testimonianza.

«Non so come e perché, ma un giornalista di qui ne ha parlato sulla stampa locale, si sono aggiunti altri giornali, e ora siete arrivati anche voi di “Cronaca Vera”».

Tommaso Vitali Rosati

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Tommaso Vitali Rosati

«In circa quaranta anni ho girato tutte le vie d’Italia, alla guida di un camper attrezzato a Redazione viaggiante, per assistere e documentare i fatti di tutte le genti. Ho dato voce a chi aveva dimenticato di averla. Ho ridonato bellezza a chi pensava di averla perduta. Ho ascoltato storie per raccontarle a tutti; storie di piccole cose e di antichi sogni. Le mie compagne di viaggio sono state la macchina fotografica ed una macchina da scrivere. Strumenti che hanno permesso a chi leggeva il giornale, di conoscere persone e fatti più o meno lontani. Ho fatto rivivere paesi abbandonati , mostrando di essi, quegli angoli belli che solo l’ultimo abitante poteva conoscere. E poi: maghi, fantasie di fate, racconti di demoni, storie di guerre, di assurdi burocratici, di speranze mai perdute, di Musei nati per l’amore di una sola persona, di animali con un cuore immenso, di superstizioni mai morte, di Santi e miracoli, di uomini con buona volontà, di tragedie …… Ho fermato il tempo incidendo tutte le immagini nella pellicola: volti, luoghi, riti, masse di persone, particolari, creando un archivio trentennale di uno spaccato di vita oggi, spesso dimenticato. Ho consumato macchine fotografiche e camper: oggi con l’informatica, ho mutato gli strumenti della mia redazione viaggiante e posso, in pochi attimi, inviare le mie storie, ovunque, nel mondo. Sono stato anche un giornalista molto fortunato perché le mie piccole storie sono piaciute sempre al giornale Cronaca Vera ed ai due Direttori che si sono alternati: Antonio Perria, il grande Maestro della Cronaca, -purtroppo ci ha lasciati da alcuni anni- , e Giuseppe Biselli, un entusiasta delle piccole cose che pubblicate, diventano “grandi”».

5 Comments so far. Feel free to join this conversation.

  1. luca effe 2014/11/08 at 12:02 - Reply

    Marziano vede i Marziani…

  2. Antonio 2015/03/05 at 22:52 - Reply

    Singolare coincidenza che il testimone di questo avvistamento si chiamasse “Marziano” se ho capito bene.
    Cordiali saluti. Antonio.

  3. GIOVANNI7 2015/07/25 at 23:45 - Reply

    commenti stupidi

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