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CARCERE AFFOLLATO RISARCIMENTO ASSICURATO?

Il decreto legge dell’Unione Europea n. 92 del 26 giugno 2014 è relativamente chiaro. Stabilisce che “quando la cella del carcere ha una superficie inferiore a tre metri quadrati per persona la carcerazione diventa un trattamento disumano e degradante”, di conseguenza spetta un risarcimento di otto euro al giorno e uno sconto della pena.

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Il decreto legge dell’Unione Europea n. 92 del 26 giugno 2014 è relativamente chiaro. Stabilisce che “quando la cella del carcere ha una superficie inferiore a tre metri quadrati per persona la carcerazione diventa un trattamento disumano e degradante”, di conseguenza spetta un risarcimento di otto euro al giorno e uno sconto della pena.

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LA PRIMA APPLICAZIONE DELLA LEGGE– La prima applicazione della legge è avvenuta recentemente a Padova, dove a un condannato per sfruttamento di minori è stato concesso il risarcimento di 4.808 euro e dieci giorni di detrazione su quelli che ancora doveva scontare. Il giudice di sorveglianza Linda Arata, al fine di stabilire “la condizione dell’affollamento” ha applicato un suo criterio, escludendo dalla superficie della cella il bagno e i mobili fissi, mentre lo spazio occupato dal tavolo, dal letto e dalla sedia è stato considerato. In pratica, tenendo conto solo dell’arredo mobile, è risultato che ogni carcerato aveva a disposizione una superficie di due metri e ottantacinque centimetri. Da ciò il diritto al risarcimento. Ora bisogna vedere quali saranno le disposizione ministeriali. E nell’attesa che ciò avvenga sono state presentate alcune migliaia di domande agli uffici di Sorveglianza, ma i criteri di valutazione sono molto diversi.

SITUAZIONI DIVERSE– Mentre a Padova c’è stato appunto il primo risarcimento, a Vercelli le domande vengono respinte, e in altre città si procede all’archiviazione. E qui ci troviamo in una specie di meandro, che sembra senza uscita. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha diffuso un comunicato nel quale si precisa che” il detenuto, prima d’inoltrare ricorso agli uffici dell’Unione Europea deve inoltrare regolare domanda in Italia”. Una domanda è d’obbligo, che cosa si deve fare se la domanda in Italia non viene accolta o se viene subito archiviata?

LA GENTE– Nell’attesa che venga data risposta a tutti gl’interrogativi che s’intrecciano, è stato chiesto a Massimo Bigonci, sindaco di Padova, che cosa ne pensa di questa legge europea. La risposta è stata secca e tagliente: «…è un insulto a tutta la comunità, perché ora deve pagare le tasse anche per dare la buonuscita ai criminali ». È stato anche condotto un mini sondaggio a Milano, al fine di capire che cosa ne pensa la gente su questi risarcimenti. Il settantadue per cento degli intervistati ha manifestato chiaro dissenso, spesso con parole significative. Un pensionato di 72 anni è del parere che legge sia «un affronto a tutta la collettività perché non ci sono i soldi per chi ha lavorato onestamente tutta la vita e ora si trova con una pensione al di sotto del minimo vitale, mentre si trovano per coloro che hanno commesso reati spesso infamanti». Una maestra di 34 anni è invece del parere che «può esserci un risarcimento solo per coloro che hanno commesso piccoli reati». Maggiormente significativa la risposta di un artigiano di 56 anni, «può anche andare bene il risarcimento ai carcerati che vivono in una cella affollata, ma lo stesso risarcimento va dato anche a coloro che una società ingiusta ha condannato a vivere in luoghi malsani, senza servizi e addossati l’uno all’altro».

I PRECARI– Dati ufficiosi precisano che abbiamo in Italia circa tre milioni di persone che vivono in ambienti “vergognosamente precari”. Molte sono le famiglie numerose sfrattate e ridotte a vivere in roulotte, poi abbiamo coppie di anziani, non più in grado di pagare l’affitto, che vivono nei sottoscala, dove la superficie è sempre inferiore a tre metri quadrati per persona. È vero che durante il giorno possono uscire, ma dove possono andare se non hanno nemmeno i soldi per prendere un caffè? La notte si trovano poi addossati, stipati come tante acciughe. Non sarebbe giusto estendere il risarcimento a questi diseredati, anche se non hanno commesso alcun crimine? Ci troviamo pertanto in una foresta di casi che moralmente hanno diritto a un risarcimento, e dovrebbero avere la precedenza, sul trattamento che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha riservato ai carcerati che si sono trovati in celle affollate. È da aggiungere che la legge per il risarcimento dei carcerati riguarda soprattutto l’Italia, perché in Germania, in Francia e in Belgio questo problema non si pone, avendo costruito degli edifici carcerari con spazi e attrezzature adatte al tempo. Dati ufficiosi dicono che in Germania i carcerati hanno a disposizione almeno cinque metri di superficie per persona e sembra che molte celle siano vuote, perché l’indice della delinquenza è sensibilmente inferiore a quello italiano. Anche la Spagna non ha problemi di affollamento carcerario. In conclusione, la legge per i risarcimenti ai detenuti in celle affollate c’è, ora bisogna farla funzionare. E non sarà molto facile, considerando anche la crisi economica che ci sta dilaniando.

Luca Contarini

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