PERCHE’ TANTA FRETTA NELL’ELIMINARE DYLAN?

Posted on by Cronaca Vera

NESSUNO DOVREBBE ESSERE AMMAZZATO COSI’…

È stato giustiziato senza pietà

I suoi legittimi proprietari avvisati a esecuzione avvenuta

 

Per 18 mesi non c’è stato alcun problema, negli annunci scritti dallo stesso rifugio Dylan è descritto come un cane coccolone e molto dolce.

Per 18 mesi non c’è stato alcun problema, negli annunci scritti dallo stesso rifugio Dylan è descritto come un cane coccolone e molto dolce.

Un meticcio salvato da degli animalisti siciliani era stato poi da questi mandato in una pensione a pagamento, nella speranza che fosse adottato – Invece, 18 mesi dopo, è stato soppresso

Il cane, da sempre dolce e affettuoso, avrebbe morso una volontaria del canile – Senza indugio, mentre i suoi padroni cercavano una struttura dove trasferirlo, l’Asl ne ha deciso l’abbattimento

 

Pinerolo (Torino)

Mentre non si è ancora placato lo sdegno per la triste fine dell’orsa Daniza, ecco un’altra storia di come alcune persone intendono i rapporti tra uomini e animali.

Dylan era un cane randagio, trovato in pessime condizioni in Sicilia, nell’agosto del 2012, dagli amici di “AlphaDog”, un’associazione che da anni aiuta i poveri animali dimenticati, quasi tutti reduci da maltrattamenti o dall’esistenza nomade e senza certezze.

«Dylan era ridotto a una larva, senza alcuna dignità», ricorda Patrizia, vicepresidente dell’associazione, che l’ha accudito senza alcuna esitazione. «Lo abbiamo curato e amato, attenuando le sue ferite psichiche e fisiche. Una volta ristabilito, abbiamo deciso di mandarlo a Torino, in una pensione a pagamento, con la speranza che potesse essere adottato».

I primi 18 mesi sembrano filare via senza problemi, tanto che negli annunci scritti dallo stesso rifugio Dylan è descritto come un cane coccolone e molto dolce. La dura quotidianità, in quello che al netto di ogni edulcorazione rimane comunque un canile, inizia però a farsi sentire. I volontari siciliani lo vanno a trovare ogni tanto e ne intravedono ancora la bellezza che li aveva colpiti fin da subito. Tutto sembra procedere bene fino a quando, lo scorso 29 giugno, una volontaria del rifugio, mentre si trovava all’interno del suo box, è aggredita alle mani da Dylan e quindi portata in ospedale.

Dylan e Cinzia, una volontaria di “AlphaDog”, un’associazione che da anni aiuta i poveri animali dimenticati, quasi tutti reduci da maltrattamenti o randagi.

Dylan e Cinzia, una volontaria di “AlphaDog”, un’associazione che da anni aiuta i poveri animali dimenticati, quasi tutti reduci da maltrattamenti o randagi.

Dinamica confusa

«La struttura sanitaria, come avviene in questi casi, ha fatto scattare la denuncia», continua Patrizia. «La pensione, il giorno dopo l’aggressione, ci ha chiesto di riprendercelo. Mentre ci stavamo attivando per il trasferimento in un’altra struttura, al termine di un’ispezione dell’Asl di Pinerolo, è stata decisa la soppressione di Dylan con una fredda iniezione di Tanax, senza che nessuno si sia preso la briga di avvisarci o di coinvolgerci in questa tragica decisione, maturata a sole 48 ore dall’aggressione. La procedura, a quanto pare, è stata verbalizzata dal responsabile e dal presidente del rifugio insieme con la veterinaria della Asl. Dopo alcuni giorni siamo riusciti ad ottenere la visione del verbale di soppressione del nostro cane che evidenziava una dinamica del morso alla volontaria piuttosto confusa: al cane è stata negata ogni possibilità di “redenzione” in altre strutture e per questo è stato ucciso. La cosa grave è che, dopo l’aggressione, Dylan non è mai stato valutato, è stato soppresso senza neanche attendere i dieci giorni di quarantena imposti dalla legge. Inoltre, non abbiamo mai potuto visionare il referto medico rilasciato alla volontaria, dal quale si sarebbe evidenziato il ricorso ad alcuni punti di sutura a causa delle ferite riportate».

Le domande di Patrizia e di tutti i volontari che hanno amato questo sfortunato cane sono tante: dal momento che era alla sua prima aggressione, perché tanta fretta nell’eliminarlo? Per quale motivo non sono stati interpellati?

Ancora senza risposte

«Dopo aver pagato per 18 mesi la sua retta mensile, i responsabili del rifugio, quando ho tentato di avere delle risposte, hanno sempre avuto approcci poco cordiali. A oggi, non sappiamo ancora la reale dinamica della morte di Dylan. Prima di sopprimerlo l’hanno privato anche dell’ultima carezza e di un po’ di affetto. Se ci avessero interpellato avremmo tentato di impedire la sua uccisione. Si è trattato di una sentenza ingiusta derivante da un abuso di potere. Vogliamo giustizia, abbiamo intrapreso tutte le vie legali affinché vengano alla luce le responsabilità, anche penali. Con noi, in questa battaglia, oltre a tantissimi cittadini, c’è anche l’Enpa, pronta a costituirsi parte civile, e il Partito animalista europeo.

Dylan era dolce e felice come si vede nelle foto, anche il giorno seguente all’aggressione. Ci sono troppi vuoti, troppe cose non dette: ancora nessuno può spiegarci che cosa sia veramente accaduto, come dimostra il verbale che non sembra giustificare in alcun modo l’adozione di un provvedimento tanto grave ed estremo. Pretendiamo che le persone responsabili della sua uccisione siano allontanate dal rifugio e radiate dall’ordine».

Fabio Frabetti

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2 Comments so far. Feel free to join this conversation.

  1. Vincenzo borrelli 2015/03/05 at 14:05 - Reply

    Inaudito.
    Non è solo abuso delle proprie azioni ma si potrebbe prospettare pure omicidio.
    Un cane non è un essere umano ma ha lo stesso diritto alla vita in ugual modo.
    Questi aguzzini devono pagare penalmente ed essere radianti

  2. Vincenzo borrelli 2015/03/05 at 14:11 - Reply

    Sono a vostra completa disposizione anche legale a finché questi aguzzini siano puniti
    Per le malefatte e che vengano radiale per incompetenza.
    Assassini

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