E’ INIZIATO IL VIAGGIO VERSO LA NUOVA CASA

Posted on by Cronaca Vera

UNA BRUTTA STORIA A LIETO FINE

Ha trascorso i suoi primi mesi nelle mani di uno spacciatore di marijuana. Ora l’aspetta un futuro tranquillo in una terra d’adozione

Durante un’ordinaria azione di polizia alcuni agenti hanno trovato una gabbia contenente un cucciolo di tigre – L’animale è stato messo in sicurezza dal personale e dai veterinari dell’Asl

 

Il veterinario Dario D’Oriano, nominato custode giudiziario di Angela, s’è occupato del felino quotidianamente, per tutti mesi, fino al momento in cui l’animale è stato sedato e portato via dallo zoo.

Il veterinario Dario D’Oriano, nominato custode giudiziario di Angela, s’è occupato del felino quotidianamente, per tutti mesi, fino al momento in cui l’animale è stato sedato e portato via dallo zoo.

 

Dopo sei mesi, mancando nel nostro Paese una struttura adatta alle sue esigenze, è stata trasferita in Germania, dove le sarà insegnato a vivere libera e, infine, sarà trasportata in Africa 

 

Mugnano (Napoli)

Per raccontare dall’inizio questa storia, che ha dell’incredibile e che si è, almeno in parte, felicemente conclusa nelle scorse settimane, bisogna tornare indietro allo scorso dicembre.

ANTO1348Nel pomeriggio del giorno consacrato a Santa Lucia, una segnalazione anonima in merito a presunte armi nascoste, giunta al commissariato di polizia di Scampia, fa accorrere gli agenti in un casolare nella campagna di Mugnano. Una volta lì, i poliziotti perlustrano a fondo l’azienda agricola, dedita anche alla rivendita di prodotti ortofrutticoli, ma di fucili o pistole nemmeno l’ombra.

In compenso, dentro dei contenitori di vetro, trovano circa un chilogrammo di marijuana già ripartita e confezionata in dosi pronte a essere vendute. Un lavoro “professionale”, eseguito con bilancino di precisione, anch’esso sequestrato, insieme a una busta contenente dei semi di cannabis.

Gli agenti provvedono quindi al fermo di uno dei titolari dell’azienda agricola, Massimo Di Guida, 36 anni, che non risulta legato ad alcun gruppo criminale, con l’accusa di detenzione di sostanza stupefacente ai fini dello spaccio, cui si aggiunge quella, assolutamente inaspettata, di possesso illegale di animale esotico e pericoloso.

Già perché l’altra scoperta fatta dagli agenti è stata di trovare un cucciolo di tigre, di più o meno cinque mesi d’età, racchiuso in una gabbia.

Subito adottata

La tigre Angela volerà presto in Sudafrica, dove comunque non sarà messa in totale libertà, ma sarà ospitata in una struttura che si prende cura degli animali pericolosi.

La tigre Angela volerà presto in Sudafrica, dove comunque non sarà messa in totale libertà, ma sarà ospitata in una struttura che si prende cura degli animali pericolosi.

Il felino, che è stato chiamato Angela, come l’agente che l’ha trovata per primo, era in buona salute, ed è stata messa in sicurezza dal personale e dai veterinari dell’Asl.

Massimo Di Guida, interrogato in proposito, ha raccontato di essersi imbattuto casualmente nell’animale, un paio di mesi prima, nelle campagne intorno all’azienda agricola e di averla presa in custodia in attesa di trovare qualcuno disposto a comprarla.

«Trattandosi di una tigre, che notoriamente non è un animale d’affezione, faccio fatica a credere che il suo detentore l’abbia trovata quasi per caso», dichiara Ilaria Ferri, direttore scientifico dell’Ente Nazionale Protezione Animali. «Purtroppo, e questo è un fatto davvero inquietante, nel nostro Paese aumentano i casi di detenzione di animali appartenenti a specie esotiche e considerati “pericolosi” dalla normativa italiana. Ciò rappresenta un grave pericolo, non solo per la salute e il benessere degli animali stessi, costretti a vivere in cattività e in un ambiente così diverso dal loro, ma per la stessa incolumità pubblica, come del resto la normativa vigente sottolinea».

Nel frattempo, i media regionali diffondono la notizia del bizzarro ritrovamento e Dario D’Oriano, un medico mondragonese titolare centro veterinario “Vetlife” si offre di occuparsene e ne diviene così il custode giudiziario. Il felino viene trasferito presso le strutture del mini zoo di Ditellandia, un complesso turistico alle porte di Mondragone, dove il veterinario si occupa di lui quotidianamente, per diversi mesi.

Strutture carenti

Sistemata a bordo di un speciale automezzo, Angela è partita con destinazione Francoforte, con tanto di scorta degli uomini della Forestale che l'hanno accompagnata fino al confine tedesco.

Sistemata a bordo di un speciale automezzo, Angela è partita con destinazione Francoforte, con tanto di scorta degli uomini della Forestale che l’hanno accompagnata fino al confine tedesco.

«La tigre doveva essere affidata a una struttura in grado di gestire animali esotici», prosegue Ilaria Ferri. «Nel nostro Paese esistono solo due “santuari”, riconosciuti dal Ministero dell’Ambiente, il centro del Monte Adone e il Centro di Semproniano, ed è paradossale che, di fronte a un incremento di queste detenzioni illegali, essi debbano fare i conti con pesanti difficoltà di bilancio. È fondamentale che l’attività di tali strutture sia supportata e implementata con un congruo stanziamento di fondi».

Angela, nel frattempo, raggiunge un anno d’età e il peso di 15 chilogrammi, anche grazie ai 7-8 chili di carne che mangia ogni giorno.

Per tutti questi mesi, il Corpo Forestale dello Stato ha cercato invano in Italia una struttura che l’accogliesse, poi ha dovuto arrendersi.

«Non abbiamo potuto portarla allo zoo di Napoli, perché mancano ancora alcune autorizzazioni e a Roma non c’è lo spazio adatto», spiega il Commissario Capo della Forestale, Marco Trapuzzano.

Per Angela, quindi, non restava che la via dell’espatrio.

La tigre quindi è stata sedata e collocata a bordo di uno speciale automezzo e, dal parco di Dittellandia è partita, con destinazione Francoforte, scorata dagli uomini della Forestale fino al confine tedesco. Resterà in Germania il tempo necessario a etologi ed esperti a insegnarle a tornare selvatica e poi sarà rimessa in libertà, in Sudafrica, in una struttura che ospita animali pericolosi.

Salvatore Corvai

 

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