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CI SIAMO MESSE A NUDO PER AMORE DEGLI ANIMALI

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Bellissima iniziativa a favore dei nostri amici a quattro zampe…

Un gruppo di volontarie di un’associazione animalista ha deciso di mostrarsi “come mamma le ha fatte” per una campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono delle bestiole.

Le ragazze si sono fatte ritrarre in compagnia di cani, gatti, conigli, cavie peruviane e tartarughe, e le immagini sono state raccolte in un taccuino adesso in vendita. 

Il progetto è diventato realtà grazie alla generosità della fotografa, che ha realizzato gratis gli scatti, e di una nota stilista italiana che ha finanziato il tutto.

Legnani

 

L’agenda è acquistabile “on line” con un’offerta minima di 15 euro, e il ricavato sarà utilizzato per fornire il canile cittadino di un impianto di riscaldamento indispensabile per affrontare i rigori dell’inverno. 

Vicenza

Un taccuino dove appuntarsi gli appuntamenti della giornata, ma anche un modo per riflettere sull’abbandono degli animali, una pratica barbarica purtroppo sempre in voga, ma che registra dei picchi drammatici all’approssimarsi della stagione estiva.

Senza veli

L’idea di “A nudo per amore”, un progetto culminato nella realizzazione di una serie di scatti nei quali le protagoniste posano nude insieme a cani, gatti, tartarughe, cavie e coniglietti, è venuta a un gruppo di volontarie dell'”Enpa Onlus” di Vicenza, le quali, da anni, dedicano ogni momento libero della loro giornata all’accudimento delle bestiole ospitate nel canile cittadino. La struttura è divisa in due aree, una gestita dal Comune, e l’altra, denominata “Nuova casa del cane”, interamente a carico dell'”Enpa”, che ha finalmente trovato un luogo sicuro dove tenere i cani abbandonati. «Fino al 2006 il canile era a Marola, in provincia di Vicenza» ci spiega Sara Marangon, 31 anni, una delle volontarie  «in una zona molto vicina al fiume, e ogni volta che pioveva l’acqua allagava tutto e bisognava portare via gli animali con la barca, per evitare che morissero annegati. Quando poi le bestiole sono state spostate a Vicenza, la situazione è migliorata, anche se restano tante altre emergenze, come quella del freddo, per esempio. Qui d’inverno si raggiungono anche i meno sette gradi, e a farne le spese sono i cani più anziani e cagionevoli». L’Enpa Onlus si occupa di accogliere quelle bestiole che, per i motivi più disparati, non possono più restare in famiglia. «Noi accogliamo principalmente i cani con problemi comportamentali, e anche le bestiole anziane» spiega Sara «quando un cane invecchia, ha bisogno di tante cure veterinarie che non tutti possono permettersi, e così tante persone decidono, purtroppo, di abbandonare il proprio animale domestico. Di solito sono i passanti ad avvisarci della presenza di animali abbandonati, e così ci attiviamo per accoglierli e accudirli al meglio. Un piccolo aiuto ci arriva dalla Asl di Vicenza, e poi ci sono tante persone che ci regalano coperte e cibo, ma purtroppo le spese sono tante, e noi facciamo l’impossibile». Proprio a Sara Marangon è venuta l’idea di realizzare un taccuino che consentisse ai volontari dell’Enpa di raccogliere fondi per gestire al meglio la “Nuova casa del cane”, ma i costi del progetto si sono rivelati da subito proibitivi. «Stavamo per rinunciare all’idea» racconta «quando una delle volontarie ha pensato di chiedere un aiuto alla stilista Elisabetta Franchi, che già in passato aveva collaborato con la Lega antivivisezione. L’abbiamo contattata e lei si è subito detta disponibile a finanziare il progetto».

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Nude per amore

Per realizzare gli scatti le volontarie si sono rivolte a Linda Scuizzato, una bravissima fotografa vicentina di nascita ma londinese di adozione, e anche lei ha abbracciato con entusiasmo il progetto.  «L’idea era di farci fotografare in “costume adamitico” con i nostri animali» racconta la volontaria. «Abbiamo voluto metterci in prima linea senza maschere, sole con la nostra nudità e con i nostri ideali». Il risultato della sezione fotografica è stato un bellissimo taccuino corredato da magnifiche foto in bianco e nero, e sul retro di ognuna, le volontarie hanno voluto trattare una serie di temi, come l’importanza della sterilizzazione per cani e gatti per esempio, utili per conoscere meglio i nostri amici animali e sfatare tante false credenze. La bella iniziativa, presentata al pubblico il 7 giugno scorso, è stata accolta con grande entusiasmo, ma non sono mancate le critiche gratuite e feroci. «Ci hanno accusato di essere delle “poco di buono”» spiega Sara Marangon «soltanto per il fatto di aver posato “senza veli”, anche se nelle foto non si vede nulla. All’inizio è stata dura, ma poi abbiamo solo pensato a quanto questo progetto sia indispensabile per i 180 cani ospitati nella nostra struttura, e ci siamo fatti scivolare le critiche di dosso. Con i soldi della vendita del taccuino realizzeremo un impianto di riscaldamento per le gabbie del canile, così da assicurare una vita più confortevole alle bestiole durante il periodo invernale. Siamo consapevoli di essere una goccia nel mare ma, come diciamo sempre, per i sogni impossibili ci vuole solo un po’ di tempo in più». I taccuini sono disponibili nei negozi di Elisabetta Franchi, oppure è possibile, con un’offerta minima di 15 euro, prenotarli scrivendo all’indirizzo email: comunicazione@enpavicenza.it. o attraverso la pagina facebook “A nudo per Enpa Vicenza”.

Carmen Scotti

Finalista al Premio Calvino con L'imperfetta, sarà a breve in libreria con il suo primo romanzo.

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Ecco i cani più grandi del mondo. Non sono incredibili?

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Sono giganti per la loro razza. Ma a volte sembrano grandi come cavalli. E pensare che quando li avevano comprati avevano ricevuto l’assicurazione di sempre: “Tranquillo, è un cucciolo. E resterà più o meno un cucciolo…” Come no. Un video spassosissimo sui più grossi esemplari di cani del mondo: tre minuti di divertimento assicurato!

Da Fronte del Blog

 

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VOGLIAMO PIU’ RIGUARDI PER I NOSTRI CANI

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Hanno poi fatto notare che manca ancora l’area cani promessa in campagna elettorale – Il sindaco ha risposto che «è già stato identificato il luogo in cui sorgerà e in autunno inizieranno i lavori».

 

Gambolò (Pavia)

Hanno deciso di scendere in strada e protestare in modo pacifico per chiedere una città che sia a misura di cagnolino. Un gruppo di animalisti di Gambolò nel giorno di mercato settimanale ha deciso di sfruttare l’occasione per chiedere al sindaco Antonio Costantino, insediato da tre mesi, di dare più spazi agli amici a quattro zampe e di tenere conto dei diritti degli animali, a loro dire ancora troppo trascurati. L’occasione è stata la scoperta di una norma nel regolamento comunale, che risale al 2015, quando il Comune era gestito da un commissario prefettizio, che vieta l’ingresso dei cagnolini al mercato comunale, che si svolge ogni giovedì all’aperto. Al momento, multe ai trasgressori non sono mai state fatte, ma gli animalisti, cartelli alla mano, hanno chiesto che questa regola venga modificata nelle prossime normative riguardanti gli animali che saranno redatti entro fine anno.

Le giuste rivendicazioni di un gruppo di animalisti

«Non ci sembra giusto che gli animali non possano entrare al mercato, dal momento che comunque si tratta di uno spazio aperto, dove magari si recano persone sole, che non possono lasciare a casa la loro unica compagnia», commenta Mara Fabrini, che da anni a Gambolò si occupa dei diritti degli animali con la sua associazione “Una zampa nel cuore onlus”.

Insieme per esprimere la loro contrarietà

Diversi problemi

Padroni e cagnolini, dopo aver attraversato la città con un festoso corteo (da loro ribattezzato “passeggiata”), si sono fermati all’ingresso del mercato e schierati con gli animali al guinzaglio hanno dimostrato pacificamente. La piccola e improvvisata manifestazione, organizzata nel giro di pochi giorni grazie al passaparola e ai social network, è stata anche l’occasione per molti cittadini di portare le proprie richieste all’amministrazione comunale. In primis quella di realizzare un’area cani, come promesso in campagna elettorale.

«Una promessa non ancora mantenuta», spiega Fabrini «E negli ultimi tempi hanno anche gettato il diserbante in tutti quei luoghi dove andavano i nostri cani a correre, impedendoci di continuare a portarli lì. È vero che siamo un piccolo centro agricolo e che, come dicono molti, i cani si possono portare in campagna, ma non dobbiamo dimenticarci che comunque nei mesi invernali per le persone più anziane andare in campagna può essere faticoso».

Hanno protestato contro la norma che vieta l’ingresso dei cagnolini al mercato comunale, dove si recano anche persone sole che non possono lasciare a casa la loro unica compagnia

L’altro problema che gli animalisti gambolesi si sono trovati ad affrontare è quello delle deiezioni dei loro amici quattro zampe.

«Mancano in tutto il paese i cestini dove buttare i sacchetti dopo aver raccolto le deiezioni dei nostri amici pelosi».

L’occasione per dare una svolta alla vita dei cani gambolesi potrebbe essere la redazione del regolamento di polizia veterinaria, che l’amministrazione comunale ha deciso di stilare nei prossimi mesi.

Novità in arrivo

Proprio a questo proposito gli animalisti hanno espresso il desiderio di essere consultati. Sulla questione del mercato e dell’accesso ai cani però sembra non esserci nessun dietro front.

«In tutti i regolamenti ci sono delle norme che vietano ai quattro zampe di introdursi dove le persone cucinano e in questi luoghi sono compresi anche i mercati», spiega il vice sindaco Antonello Galiani. «Noi non faremo altrimenti e non intendiamo derogare in nessun modo».

Per il resto, l’amministrazione vuole essere aperta nei confronti dei cani e dei loro proprietari.

«Il regolamento veterinario del Comune ha lo scopo di proteggere gli animali e siamo disposti a confrontarci sia con i padroni dei cani, sia con i veterinari, ma sempre nel rispetto delle leggi nazionali, che dicono che dove si cucina per il pubblico non ci possono essere animali, anche se si tratta di luoghi aperti», precisa il sindaco Antonio Costantino. «Riguardo all’area cani abbiamo già identificato il luogo in cui dovrà sorgere e in autunno inizieranno i lavori. Dobbiamo solo sbrigare le normali pratiche burocratiche e, una volta terminati i lavori, sarà già disponibile per i cittadini e per i loro fidi animali».

Andrea Ballone

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E’ LA MIA BIMBA NON UN BAGAGLIO SMARRITO

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Durante uno scalo intermedio, la gattina Sole, di tre anni, è fuggita dalla gabbia mal chiusa e non c’è stato verso di ritrovarla – La donna ha anche lanciato un appello online per rintracciarla

 

Torino

Dalla tranquilla vita in un appartamento torinese al ritrovarsi da sola e smarrita nello scalo di un grande aeroporto internazionale. Questo è accaduto a Sole, una gattina di tre anni, partita lo scorso luglio con destinazione Marrakech, insieme con la sua padrona Silvia, alla sorellina e all’inseparabile cagnolino. Silvia Pitarresi insegna danza e voleva fare ricerca musicale sul campo, in Marocco, e aveva organizzato da mesi questo lungo viaggio di lavoro. I suoi animali rappresentano la sua famiglia e così ha deciso di portarli con sé, cercando di preparare nel migliore dei modi tutte le fasi di questo lungo tragitto.

Lo sventurato viaggio di un’insegnante di danza

«Il cane è stato stimato direttamente nella stiva, mentre le due gattine erano in una gabbia che superava il peso per i bagagli a mano e così anche loro sono state sistemate nella parte inferiore dell’aereo», racconta Silvia. «Era il loro primo viaggio in aereo e si trovavano nella stessa gabbia, con una chiusura particolarmente rinforzata. Quando sono arrivata a Madrid per lo scalo con un volo Iberia ho notato dalla scaletta che stavano facendo scendere i bagagli a mano. Grazie a una ragazza che mi ha aiutato nella traduzione ho fatto chiedere all’addetto dei bagagli di usare cautela per la presenza delle due gatte. «Nessun problema, tanto hanno sette vite», ha risposto lui sarcastico. Quando arrivo al “gate” della coincidenza per il Marocco sento chiamare il mio nome dagli altoparlanti. Vengo così a sapere che entrambe le mie gattine erano fuggite. Mi è venuto un collasso».

Luogo pericoloso

Silvia vorrebbe subito andare nell’area dove Sole si era smarrita, ma le è viene inizialmente detto che non è possibile, che soltanto il personale autorizzato poteva accedervi. Nel frattempo, Silvia tira un sospiro di sollievo, perché una delle due gattine era già stata ritrovata. Di Sole, invece, nessuna traccia.

Con lei c’era tutta la sua famiglia composta da un cane e due gatti

«Non mi hanno dato alcuna indicazione sull’accaduto; dicono che la gabbia si sarebbe aperta nel tunnel di passaggio e non sono riuscita più a prenderla. Una ricostruzione che non mi ha molto convinto. La compagnia dovrebbe mettere delle fascette di sicurezza alla gabbia quando gli animali vanno in stiva, ma nel mio caso non sono state messe. Grazie all’intervento della Guardia Civil la compagnia mi ha assistito fornendomi vitto e alloggio. Il giorno seguente, di fronte alle mie rimostranze, sono finalmente riuscita ad accedere all’area in cui si erano perse le tracce di Sole.  Si tratta di una zona immensa per una gattina cresciuta in un appartamento, un inferno di frastuono e caldo per noi umani, figuriamoci per un gatto. Ci sono tanti corridoi che si aprono, tunnel, rampe di accesso, che rendevano quasi impossibile ritrovare una micetta di quattro chili che poteva essersi rintanata impaurita in chissà qualche buco. L’ho chiamata per tutto il tempo avuto a disposizione, ma inutilmente. Ho lasciato lì il suo trasportino, in modo che potesse sentire l’odore di casa, ma per motivi di sicurezza non me l’hanno fatto lasciare. Sarebbe servito qualcuno che la cercasse continuamente, magari nei momenti di maggiore silenzio, quando poteva essere più probabile che uscisse fuori».

Erano diretti in Marocco, per una ricerca musicale utile per il suo lavoro – I tre animali viaggiavano nella stiva dell’aereo, in due gabbie distinte

È disperata

A malincuore, Silvia è dovuta partire per il Marocco. Ora vorrebbe mettere una taglia destinata soprattutto al personale di Iberia o dell’aeroporto di Madrid che accede quotidianamente all’area in cui Sole si è smarrita. Magari con l’incentivo economico qualcuno potrebbe impegnarsi davvero a ritrovarla.

«Per me è come una bambina, l’ho presa quand’era piccola piccola. L’ho cresciuta a casa, è un gatto che ha preso molto caratteristiche del cane con cui vivo. Ha un carattere molto dolce, s’avvicina all’uomo, non è il classico gatto indipendente. Ho mobilitato mezzo mondo, ho fatto una petizione per far mettere una gabbia trappola, ma ci sono troppe difficoltà per ottenere i permessi. Lasciarsi scappare un gatto in quella zona è pericoloso anche per la stessa sicurezza aerea. Spero che qualcuno possa davvero aiutarmi e di poterla presto riabbracciare».

Fabio Frabetti

 

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